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Claudio Lippi
(Screenshot)

Claudio Lippi: “Flavio Insinna all’Eredità un insulto a Fabrizio Frizzi”. 

Claudio Lippi, uscito malconcio dalla pessima esperienza di Domenica In con la conduzione di Cristina Parodi e la sorella benedetta, rilascia un’intervista alla rivista Spy e na ha per tutti in particolare per la Rai e le scelte sia sul contenitore domenicale sia sul L’Eredità.

Lippi attacca la Rai e difende la memoria di Fabrizio Frizzi

Per quanto riguarda Domenica In Lippi ha le idee chiare sui motivi del clamoroso flop: “L’esperienza di Domenica in mi ha avvilito. Mi hanno fortemente voluto nel cast sin dall’inizio, ma dalla prima puntata c’è stato un uso improprio della mia persona e non si è più potuto recuperare. Il progetto con le signore Parodi, ahinoi, è fallito sul nascere. Tutto si è concentrato su Cristina Parodi, senza però capire a cosa si andasse incontro. A un prodotto urlato come Domenica live, pur condotto con grande maestria e professionalità, si contrapponeva una linea signorile ma senza contenuti. La conduzione della Parodi non è criticabile, ma è stata asettica ed è mancato il coinvolgimento. Ho fatto quel che mi è stato chiesto, cioè niente, e ho portato avanti faticosamente la mia inutile presenza. Spesso mi sono chiesto “Che ci faccio qui?”. Ho mandato un messaggio alla Parodi sul finale di trasmissione. Le ho detto che non è stato piacevole ignorare la mia presenza: tutti meritano rispetto, io non l’ho riscontrato. Non è una polemica, ma una constatazione.

Lippi apre poi il doloroso capitolo legato alla morte di Fabrizio Frizzi: “Leggo che Flavio Insinna farà L’Eredità ma per me quel programma, dopo la scomparsa di Frizzi, dovrebbe essere ritirato come il numero 10 di Rivera. Nulla contro Insinna, ma mi sembra un’operazione poco rispettosa di alcune componenti. C’è ancora un universo televisivo che rimpiange una televisione fatta di ironia, educazione e buon gusto. Valori riconosciuti a Fabrizio Frizzi solo dopo la sua morte. Ho fatto fatica, al suo funerale, a non gridare contro certe persone che lo avevano massacrato o ignorato, ma che erano lì. L’ipocrisia di questo mondo si manifesta nelle occasioni più drammatiche”.