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La professoressa di Scienze Enrica Plano è mancata all’improvviso lasciando devastati dal dolore gli studenti che l’ammiravano.

In una quotidianità in cui si legge sempre più spesso di insegnanti svogliati, di altri che approfittano del loro ruolo per approfittarsi dei giovani e delle giovani, in cui gli studenti, invece di voler imparare, si dedicano agli atti di bullismo nei confronti dei coetanei e, a volte, anche dei professori, la storia professionale di Enrica Plano, insegnante di Scienze al Liceo Casiraghi di Cinisello Balsamo è un toccasana per la professione e per tutto il mondo scolastico. Donna dall’intelligenza viva, era riuscita ad entrare in contatto con tutti i suoi studenti mostrando loro la scienza come un’arte da osservare ed imparare ad amare. In classe non esprimeva mai una preferenza e cercava di comprendere i ragazzi prima di etichettarli e relegarli ad un voto che si sarebbero portati per tutto il percorso scolastico.

Enrica, la prof morta all’improvviso: il ricordo degli studenti

L’esempio di come Enrica fosse entrata nel cuore dei propri studenti lasciando di se un ricordo vivo si è manifestato il giorno dei suoi funerali. Nella chiesa principale della sua Aosta c’erano tutti gli studenti delle sue classi, ma c’erano persino quelli che sono approdati all’università e quelli che la Laurea l’hanno conseguita. Il perché di una tale stima l’hanno spiegato gli stessi ragazzi dicendo che la professoressa Plano ha fatto scoprire loro che: “Se le si sa leggere, la matematica e la fisica sono davvero belle, e lei le vedeva belle come le poesie di Orazio e i versi di Ariosto”.

Appassionata di letteratura greca, latina o italiana che fosse, la professoressa Plano era riuscita a trasmettere la propria passione per le materie scientifiche sia attraverso le lezioni che attraverso corsi in laboratorio chiamati ConCern in cui i ragazzi si incontravano liberamente per sviluppare le proprie idee e sperimentare. Ma il suo punto di forza era la volontà di recuperare tutti i suoi studenti e la ferma convinzione che nessun studente dovesse essere lasciato indietro, perché il talento va premiato ma lo stesso vale per l’impegno.