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fallimento Melegatti
Melegatti (Google Maps)

Il fallimento della Melegatti è realtà: il Tribunale accoglie l’istanza

Niente da fare, il fallimento della Melegatti è ormai una triste realtà. Neanche l’intervento del fondo maltese Abalone è riuscito a risolvere la triste situazione della popolarissima casa dolciaria italiana, che a gennaio 2018 aveva fermato la produzione e per salvarsi attendeva una sorta di “miracolo di Natale”, come quello della pubblicità. Un miracolo che purtroppo non è arrivato: la Melegatti è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Verona, che contestualmente ha decretato anche il fallimento della controllata “Nuova Marelli” di San Martino Buon Albergo (Verona). Dopo l’intervento del fondo Abalone, che aveva stanziato 6 milioni per una campagna natalizia, ci aveva provato anche la concorrente Dal Colle a risollevare le sorti della Melegatti. Poi la triestina Hausbrandt, che produce caffè, infine il fondo americano D.E. Shaw & Co. Ma niente da fare, troppo grandi i debiti della Melegatti, difficili da sostenere per tutti.

Il Tribunale ha accolto l’istanza presentata venerdì dal pm Alberto Sergio, constatata la pesante situazione debitoria dell’azienda che dava lavoro a 350 persone fra dipendenti diretti e stagionali. Sul fallimento della Melegatti è intervenuto il governatore regionale del Veneto, Luca Zaia, spiegando di volere un confronto con il commissario.

Fallimento Melegatti, chiude l’azienda che brevettò il pandoro

Lo specchio dei giorni nostri. Un’istituzione, un’eccellenza italiana come la Melegatti dichiara fallimento e chiude i battenti. Si tratta di un evento davvero storico: nel 1894 l’azienda veronese brevettò il pandoro, uno dei dolci più popolari del Natale. Negli anni ’80 e ’90, poi, alcune delle sue pubblicità divennero famosissime (nel 2007 quella con Bud Spencer, ndr) ed accompagnavano la magia del Natale facendo sognare grandi e piccini. Un sogno che si spegne con l’istanza di fallimento: le varie cordate che si erano interessate a rilevare la Melegatti si sono via via defilate, non potendo sostenere la gravissima situazione debitoria dell’azienda. Adesso i lavoratori in Cig hanno lanciato un appello, chiedendo di separare il giudizio sulle responsabilità degli amministratori dal futuro della Melegatti. Un’azienda che oltre ad aver fatto la storia d’Italia è anche la fonte di sostentamento di oltre 350 persone, che come al solito, con la pessima gestione dell’azienda, non c’entrano proprio nulla.