CONDIVIDI

Impeachment per Mattarella, cos'è e come funziona

Salvini e Di Maio invocano l’impeachment per Mattarella, ecco di cosa si tratta e come funziona.

Dopo un lungo iter fatto di consultazioni e contratti si era finalmente giunti ad un accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle per la formazione di un governo. Scelto il candidato premier (Giuseppe Conte) si era passati alla presentazione della lista dei ministri, la  nomina ha subito, però, una fase d’arresto a causa dell’indicazione di Paolo Savona come  Ministro dell’Economia. Sergio Mattarella ha infatti chiesto ai due partiti di maggioranza di nominare, scegliendo tra le loro fila, un altro candidato, ma sia Salvini che Di Maio hanno contestato la richiesta rifiutando l’ingerenza del Presidente della Repubblica. A questo punto Giuseppe Conte ha rinunciato all’incarico sposando la volontà dei due partiti di andare nuovamente alle elezioni. Intanto oggi è atteso a Montecitorio Carlo Cottarelli, premier designato da Mattarella per la guida di un governo neutrale, ma lega e M5S non ci stanno e minacciano di ricorrere all’impeachment.

Impeachment per Mattarella: ecco di cosa si tratta

L’Impeachment è la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica in caso di alto tradimento o di attentato alla costituzione previsto dall’articolo 90 della costituzione, si tratta di una misura di sicurezza nel caso in cui l’uomo a cui è affidata la più alta carica dello stato provi a esercitare un potere superiore a quello che gli viene consentito per legge. Nel testo costituzionale si legge: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri”.

Non è la prima volta che il parlamento mette in stato d’accusa il Presidente della Repubblica, nei casi precedenti, però, non si è mai arrivati a concludere il processo poiché si tratta di una procedura complicata che prevede la maggioranza assoluta da parte di entrambe le camere, ma sopratutto che dev’essere confermato dalla decisione della Corte Costituzionale. In primo luogo dev’essere presentata un’accusa con tutto il materiale probatorio a sostegno che poi verrà trasmessa ai componenti della giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato e della Camera.

Qualora venisse riscontrata la legittimità dell’accusa attraverso una votazione a maggioranza assoluta della giunta, viene presentato un dossier alle camere in seduta comune. A questo punto le camere possono decidere se archiviare il dossier o procedere con la messa in accusa. Nel secondo caso possono essere richieste ulteriori indagini o cominciare una discussione sui reati contestati. Il presidente della Repubblica può essere destituito solamente se, dopo la discussione a camere unite, da un voto a scrutinio segreto emerge la maggioranza assoluta di votanti favorevoli alla destituzione. La destituzione è temporanea e dev’essere confermata dalla Corte Costituzionale. Per l’occasione verranno selezionati casualmente 16 giudici aggiuntivi che avranno il compito di portare avanti un processo vero e proprio ai danni del Presidente destituito.