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elezioni amministrative 2018
(Pier Marco Tacca/Getty Images)

Elezioni amministrazione 2018: dove e quando si vota per il rinnovo di centinaia di consigli comunali, quali gli scenari dopo il voto.

Le elezioni amministrative 2018 si terranno il 10 giugno nelle regioni a statuto ordinario, Sardegna e Sicilia. Per il turno di ballottaggio si tornerà a votare il 24 giugno. Dopo il voto in Molise che ha premiato il centrodestra, quello in Friuli Venezia Giulia, con l’affermazione del leghista Massimiliano Fedriga e quello in Valle d’Aosta, si tratta del terzo importante test elettorale dal 4 marzo. Per la prima volta, però, si potrà avere un quadro della situazione “spalmato” a livello nazionale.

Dove si vota per le elezioni amministrative 2018

Si vota in 783 comuni, di cui 586 appartenenti a regioni ordinarie e 197 a regioni a statuto speciale. 21 sono i capoluoghi di provincia e uno – Ancona – è capoluogo di regione. I centri più importanti, che superano i 100mila abitanti, sono: Ancona, Brescia, Catania, Messina, Siracusa, Terni e Vicenza. Inoltre, in virtù di diversi casi di fusione amministrativa, si vota in diciassette nuovi comuni istituiti nel 2018. Il comune più piccolo alle elezioni è Castelmagno, 62 abitanti. Nei seguenti comuni, invece, non si vota a causa della mancata presentazione di liste di candidati: Austis (NU), Magomadas (OR), Ortueri (NU), Putifigari (SS), Rodero (CO), San Biagio Platani (AG), San Luca (RC) e Sarule (NU). Elezioni revocate nei seguenti comuni: Bompensiere (CL), Caivano (NA), Calvizzano (NA), Camastra (AG), Manduria (TA), Marano di Napoli (NA), Platì (RC), Strongoli (KR), Surbo (LE) e Trecastagni (CT). Infine, nel comune di Corigliano Calabro non si terranno elezioni, dopo la soppressione a seguito di un processo di fusione di comuni.

Elezioni amministrative 2018: quando si vota

In alcuni comuni appartenenti a Regioni a Statuto Speciale, ovvero Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, si è già votato ieri e nelle scorse settimane. Nei comuni al voto il 10 giugno, le urne resteranno aperte dalle 7 alle 23. Si voterà dunque in una sola giornata. La Regione con più comuni al voto è la Sicilia, con 137 comuni, seguita dalla Lombardia (102) e dalla Campania (93). Il ballottaggio è previsto solo nei Comuni sopra i 15mila abitanti, che sono 102, e per la provincia autonomia di Trento nei comuni superiori a tremila abitanti.

A Sèn Jan di Fassa, che è appunto l’unico comune trentino sopra i tremila abitanti, si è votato ieri e il nuovo sindato è Giulio Florian. I ballottaggi dove nessuno dei candidati sindaci raggiunge il 50% dei voti sono previsti il 24 giugno. Il test delle amministrative coinvolge quasi il 10% dei comuni italiani, per cui da alcuni di questi si potrebbero avere risposte importanti, anche vista l’impasse nella formazione del nuovo governo.

Quali scenari per le elezioni amministrative 2018

In alcuni grandi comuni, sono stati realizzati dei sondaggi elettorali, che ancora una volta testimoniano come in Italia vi sia ormai un tripolarismo che sostanzialmente assorbe circa il 90% dell’elettorato attivo. A Vicenza, secondo l’istituto Quorum, il centrosinistra avrebbe il 38,8% e il centrodestra il 32,7%, mentre il Movimento 5 Stelle sarebbe intorno al 25%. Centrodestra avanti invece a Treviso, ma è testa a testa, mentre il Movimento 5 Stelle qui non supererebbe il 10%. In caso di ballottaggio, però, l’attuale primo cittadino del centrosinistra, Giovanni Manildo, dovrebbe riuscire a spuntarla.

A Imperia, avanti il centrodestra, che andrebbe al ballottaggio col candidato del centrosinistra, mentre resterebbero esclusi Movimento 5 Stelle e l’ex ministro Claudio Scajola, tra il 15 e il 20%. Anche a Brescia, pentastellati lontanissimi dal ballottaggio, che vedrebbe protagonisti Emilio Del Bono, sostenuto da PD, Sinistra a Brescia e altre liste di centrosinistra, e Paola Vilardi, sostenuta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e altre liste di centrodestra, col primo in leggero vantaggio. Finora, dalle consultazioni immediatamente successive al 4 marzo, è emersa una Lega in crescita, con un Pd in lieve calo e – nel caso della Valle d’Aosta – un Movimento 5 Stelle che ha dimezzato il proprio consenso. Vedremo cosa accadrà il prossimo 10 giugno.

A cura di Gabriele Mastroleo