CONDIVIDI
scomparsa rossella corazzin
(foto pubblico dominio)

Scomparsa di Rossella Corazzin, di lei si sono perse le tracce nell’agosto 1975: la confessione di Angelo Izzo riapre il caso.

Nelle scorse ore, si è appreso che Angelo Izzo, uno dei tre autori del Massacro del Circeo, si è reso protagonista di un altro crimine negli anni Settanta. Infatti, l’uomo oggi 62enne avrebbe confessato ai magistrati di aver rapito Rossella Corazzin, 17enne pordenonese di San Vito al Tagliamento. Della ragazza si persero le tracce il 21 agosto 1975. Le sue parole sono arrivate sul tavolo del procuratore di Belluno Paolo Luca, che adesso vuole vederci chiaro sull’intera vicenda.

Scomparsa Rossella Corazzin: le parole di Angelo Izzo

Rossella Corazzin fu rapita durante una vacanza in Cadore: quel caso scosse l’opinione pubblica e tra le piste percorse ci fu quella satanista. Il corpo della ragazza – che sarebbe stata scelta perché vergine – non venne mai ritrovato, tant’è che oggi il cugino Enzo Enrico Corazzin lancia un appello proprio ad Angelo Izzo: “La mamma e il papà di Rossella sono morti senza mai aver perso la speranza di riabbracciarla. Se Izzo dice la verità, ora ci aiuti a ritrovare il corpo”.

Secondo la ricostruzione di Izzo venne portata sul lago Trasimeno, stuprata e uccisa. Intanto, il procuratore Luca precisa: “Izzo non ha fatto il nome di Rossella Corazzin ma ha dato dei riferimenti sulla vicenda del rapimento, con la data del fatto, tali da far ritenere che si trattasse di lei”. Inoltre, invita a valutare con calma le parole di Angelo Izzo: “In questi anni ha detto tante cose, molte delle quali si sono rivelate inesatte”.

Il caso della scomparsa di Rossella Corazzin verso la svolta

Quindi, da un lato si invita alla cautela, mentre dall’altro emerge quanto avvenuto nel 2016, con la versione dei fatti che Izzo diede direttamente all’allora procuratore Francesco Saverio Pavone: “Sostenne che le fecero una specie di rito satanico”. Il procuratore ha quindi aggiunto: “Da quanto aveva saputo, la caricarono in auto e la portarono via”. Izzo, sottolinea Pavone, “mi parve sincero ed effettivamente trovammo alcuni riscontri alla sua versione: sapeva dei dettagli che poteva aver appreso solo da chi aveva direttamente partecipato a quei fatti”.

Invece, proprio perché Izzo è conosciuto come un mentitore seriale, quell’inchiesta venne archiviata, dopo che gli atti passarono a Perugia. Ora si riapre il caso, con queste dichiarazioni raccolte a Roma, e forse dopo 43 anni c’è una svolta sulla vicenda di Rossella Corazzin e si potrà scoprire cosa le è davvero accaduto.

A cura di Gabriele Mastroleo