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angelo izzo

Torna di nuovo il nome di Angelo Izzo. L’uomo è noto soprattutto per essere stato uno dei tre autori del Massacro del Circeo, ma ora pare abbia confessato un’ennesima efferata violenza. Izzo, che sta scontando due ergastoli nel carcere di Velletri, avrebbe confessato ai magistrati di aver rapito Rossella Corazzin, 17enne pordenonese di San Vito al Tagliamento. Della ragazza si persero le tracce il 21 agosto 1975. Il fascicolo con le dichiarazioni di Izzo è arrivato sul tavolo del procuratore di Belluno Paolo Luca. “Nelle dichiarazioni sulle altre violenze del gruppo rese ai pm di Roma e che mi sono state trasmesse, Angelo Izzo ha dedicato poche parole, vaghe, alla vicenda di questa ragazza, Rossella Corazzin, ma ha dato riferimenti su data della scomparsa e luogo dell’uccisione, da far ritenere che sia effettivamente lei”, ha commentato il procuratore di Belluno, Paolo Luca, che ha trasmesso per competenza a Perugia il fascicolo sul caso della 17enne avuto da Roma.

La scomparsa di Rossea Corazzin

Rossella Corazzin fu rapita durante una vacanza in Cadore. Secondo la ricostruzione di Izzo venne portata sul lago Trasimeno, stuprata e uccisa. La ragazza venne scelta perché vergine. La vicenda scosse l’opinione pubblica e solo nel 2010 la ragazza venne dichiarata legalmente morta dal Tribunale di Pordenone. Rossella Corazzin scomparve nei boschi di Tai di Cadore mentre era in vacanza con la famiglia. Era il 10 agosto del 1975 e la giovane, dopo pranzo, chiese al padre di recarsi con lei a fare la consueta passeggiata, il genitore però si oppose. La giovane allora decise di andare da sola ma da quell’istante si persero le tracce e sparì nel nulla. Le indagini avevano ipotizzato una fuga volontaria ma la vicenda rimase un giallo. Oggi la confessione di Angelo Izzo che potrebbe risolvere un caso di 43 anni fa. “All’epoca, quando avevamo contatti, non mi parlò mai di questo omicidio – afferma l’avvocato Enzo Guarnera, in passato legale di Angelo Izzo – mi appare strano perché in quegli anni avevamo un buon rapporto sul piano difensore-cliente e ritengo che me lo avrebbe raccontato. Poi tutto è possibile ma resto perplesso e sorpreso di questo fatto nuovo che avrebbe commesso”. L’avvocato spiega di aver avuto l’ultimo contatto con Izzo “5-6 anni fa. Voleva la revisione della condanna per il duplice omicidio di Ferrazzano, io aspettavo una sua memoria con delle indicazioni concrete per rendere plausibile la richiesta di revisione e da allora non ho più ricevuto comunicazioni”.

Angelo Izzo, il criminale

Un mese dopo la scomparsa di Rossella Corazzin, Angelo Izzo fu uno dei tre autori del Massacro del Circeo. Tra il 29 e il 30 settembre Izzo e due suoi amici sequestrarono, torturarono, seviziarono e violentarono Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez in una villa della località turistica laziale. Le due avevano conosciuto casualmente Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Avevano accettato un invito dei giovani per partecipare ad una festa in una casa del litorale pontino. Nel corso di una ennesima violenza, Maria Rosaria Lopez perse i sensi e i suoi aguzzini la uccisero immergendole ripetutamente la testa nella vasca da bagno. Donatella Colasanti si finse morta e ingannò i tre torturatori. I tre avvolsero i corpi delle ragazze in sacchi di plastica, li caricarono nel bagagliaio dell’auto e tornarono a Roma. Prima di sbarazzarsi dei corpi, Izzo, Guido e Ghira commisero l’errore che li avrebbe poi fatti scoprire: lasciarono la macchina sotto l’abitazione di uno dei tre e si allontanarono. Donatella Colasanti, accortasi che l’ auto era stata abbandonata, cominciò a gemere richiamando cosi’ l’attenzione di un vigile notturno. Fu così che gli inquirenti ricostruirono la vicenda e arrestarono Izzo e Guido, mentre Ghira riuscì a far perdere le proprie tracce. I due vennero condannati all’ergastolo ma nel dicembre 2004 Angelo Izzo ottenne la semilibertà dal carcere di Campobasso per andare a lavorare nella cooperativa “Città futura”. Pochi mesi dopo, il 28 aprile 2005, Izzo aveva ucciso Maria Carmela, 48 anni, e Valentina Maiorano, 14, all’epoca sotto protezione a Ferrazzano (in provincia di Campobasso) e rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, ex affiliato (poi pentito) della Sacra corona unita che Izzo aveva conosciuto in carcere. Durante il processo si era dichiarato responsabile del duplice omicidio.