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Gdpr
(KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP/Getty Images)

Gdpr, nuove regole per la privacy: come funziona. 

Molti in queste ore si stanno chiedendo cosa sia il Gdpr, l’insieme di nuove regole per la privacy provenienti dall’Unione Europea. Una novità che sta tempestando le nostre mail e che ha creato molta confusione negli utenti che non hanno capito bene di cosa si tratti.

Gdpr, come funziona

L’acronimo Gdpr è la versione inglese della definizione “Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali”. E’ un insieme di norme (99 articoli) che entra in vigore proprio oggi venerdì 25 maggio e che è stato pensato dalla Commissione europea per proteggere la privacy dei cittadini comunitari. In sostanza nessuno potrà raccogliere i nostri dati personali senza il nostro esplicito consenso e dovrà spiegarci esattamente cosa vuole farne e per quanto tempo custodirà i nostri dati. Questo cambia poco per noi utenti in termini pratici, ma cambia moltissimo per le aziende, per chi ha un sito internet in cui è previsto un contatto diretto con gli utenti (form di contatto ecc…).

Gdpr, diritto all’oblio

Un’altra novità importante è che dovremo avere l’opportunità di accedere ad un servizio anche se non diamo il consenso alla trattamento dei nostri dati personali. Inoltre tutto quello che i vari social network per esempio sanno di noi dovrà essere facilmente accessibile da parte nostra, modificabile e cancellabile. E’ il caso del cosiddetto diritto all’oblio.

I dati delicati e sensibili

Ci sono dati che nessuno potrà chiederci, si tratta di quelli sensibili come sessualità, orientamento politico e religioso. C’è poi il discorso dell’età minima per accedere a determinati servizi come l’iscrizione ai social network. L’Unione Europea ha indicato una forbice che va dai 13 ai 16 anni e i singoli Paesi dovranno poi indicare l’età esatta. L’Italia va verso l’indicazione dei 14 anni come età minima.

Se riteniamo che qualcosa non sia andato nel verso giusto nel trattamento dei nostri dati avremo diritto di chiedere spiegazioni direttamente a chi ci ha fornito il servizio e loro saranno obbligati a rispondere entro 72 ore pena severissime multe che possono arrivare fino al 4 per cento del fatturato annuale.