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Tragedia di Chieti, Filippone aveva preso il porto d'armi 5 giorni prima
(Websource/Archivio)

Tragedia di Chieti, Filippone aveva ottenuto il porto d’armi appena 5 giorni prima di compiere il doppio omicidio ai danni dei suoi familiari.

Dalle indagini in corso sulla tragedia familiare di Chieti è emerso che l’autore del doppio omicidio e del suicidio, Fausto Filippone, fosse in possesso del porto d’armi per pratica sportiva da appena 5 giorni. L’uomo, infatti aveva ottenuto il permesso dopo un controllo psicofisico dal quale era risultato idoneo per possedere un’arma da fuoco. A quanto pare il medico che ha effettuato il controllo, basandosi sopratutto sul parere del medico di base, non avrebbe riscontrato in Filippone segni di turbe particolari.

A quanto pare, dunque, l’uomo era deciso ad eliminare la sua famiglia con un’arma da fuoco, ma domenica ha cambiato improvvisamente idea. Per quel giorno era prevista una visita al poligono di tiro di Pescara, ultimo tassello per ottenere il possesso del porto d’armi, ma come sappiamo Filippone si è recato prima a Chieti per spingere dal balcone la moglie e poi sul viadotto della A14 dove ha prima ucciso la figlia Ludovica e dopo ore di tentennamenti si è suicidato.

Tragedia di Chieti, il fratello di Marina: “Forse poteva essere fermato prima”

Intervistato da ‘Il Messaggero‘ il fratello di Marina Angrilli ha dichiarato che tutti quelli che erano vicini a Fausto si erano accorti del suo improvviso e preoccupante cambiamento. La professoressa si era infatti più volte sfogata con la cognata lamentando uno strano comportamento da parte del marito e pare che anche i disegni della piccola Ludovica sul padre facessero intravedere la sensazione di pericolo che si respirava all’interno della casa. Per questo oggi, alla notizia che pochi giorni prima della strage Filippone era stato giudicato idoneo per ottenere il porto d’armi, il cognato si chiede se non potesse essere fermato prima: “Non sono in grado di stabilire se ci siano delle responsabilità e non ho intenzione di procedere contro qualcuno, ma mi domando se Fausto poteva essere fermato prima di fare quello che ha fatto”. Con questo dubbio che, probabilmente, lo accompagnerà per il resto della sua vita, l’uomo pensa adesso al suo dolore, alla sua perdita, e si prepara per i funerali che si terranno domani.