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Una foto straziante mostra una neo mamma intenta ad accarezzare e dire addio alla figlia Amber,  poco prima che le venisse staccato il supporto vitale.

La piccola Amber Lewis è nata la notte di natale, appena partorita era pallida inerte ed incapace di respirare da sola. I medici hanno fatto il possibile per aumentare il livello di ossigeno nel suo corpo con un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, quindi l’hanno portata immediatamente al reparto di terapia intensiva neo natale. Per 5 interminabili giorni, i genitori di questa piccola creatura, Gaby Urrutia e Richard Lewis, hanno sperato che Amber potesse riprendersi e cominciare a respirare da sola, ma la loro speranza è stata presto fustigata dalla diagnosi: Amber era affetta da un’infezione di Streptococco di tipo B (la prima causa di mortalità infantile in Gran Bretagna) ed i medici hanno spiegato loro che non ci sarebbe stato nulla da fare.

Gaby e Richard hanno parlato tra di loro e di comune accordo hanno deciso che la loro piccola “Aveva sofferto abbastanza” in quei cinque giorni di vita, quindi hanno comunicato la loro decisione ai medici. Il 2 gennaio del 2018, la giovane mamma è tornata un’ultima volta al Cardiff Hospital per dire addio la sua piccola, quindi dopo averle accarezzato il viso e stretto la mano ha dato il via libera ai medici per staccare il supporto vitale.

Giovane Mamma acconsente a staccare il supporto vitale alla figlia neonata

A distanza di mesi da quella terribile decisione, Gaby torna a parlare delle circostanze che l’hanno indotta a scegliere di staccare il supporto vitale alla figlia: “Non riuscivo a sentirla muoversi. Si era mossa per tutto il tempo della gravidanza. Ho pensato che forse era pronta per nascere”. La donna ha quindi deciso di andare in ospedale per un controllo e qui ha avuto conferma che c’erano delle complicazioni. Dopo una visita i medici hanno deciso di indurre il parto, ma quando hanno sentito che il battito della bambina era in calo hanno proceduto con un cesareo d’urgenza.

La piccola era pallida, inerte e non respirava, i medici hanno fatto il possibile per tenerla in vita e poi l’hanno portata nel reparto di terapia intensiva. Proprio in quel momento Gaby ha visto per la prima volta la sua bambina: “Vederla per la prima volta mi ha dato delle emozioni contrastanti. Io e mio marito eravamo seduti di fronte a lei e tenevamo la sua mano mentre era nell’incubatrice. Non potevamo abbracciarla o tenerla in braccio perché era circondata da fili”. Dopo aver ricordato quel momento, Gaby si sofferma a pensare che se avessero preso delle precauzioni questo non sarebbe successo: “Non sapevamo nulla riguardo allo streptococco di tipo B. Siamo stati cosi ingenui. Quando abbiamo sentito che aveva preso un’infezione abbiamo pensato che poteva combatterla”.

Il racconto straziante di Gaby, viene accompagnato dalle parole di Richard che evidenziano il dolore provato nel momento in cui hanno dovuto decidere di staccare il supporto vitale: “Nessun genitore in attesa dovrebbe andare in ospedale ed una settimana dopo dover preparare il funerale del figlio appena nato. Se qualcuno mi dicesse che posso riaverla indietro tagliandomi una gamba, afferrerei la prima motosega che vedo”.