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Volo MH 370, pilota in missione suicida, fece cadere lʼaereo
Tributo per i passeggeri del volo MH 370

La scomparsa del volo MH 370 diretto da Kuala Lumpur a Pechino è tutt’ora un mistero. L’ultima ipotesi è quella della missione suicida da parte del pilota.

Le ricerche e le indagini sulla scomparsa dell’MH 370 diretto a Pechino proseguono sin dal 2014, anno in cui l’aereo con a bordo 234 passeggeri è misteriosamente scomparso dai radar. Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che il volo sia precipitato, ma non si hanno piste su dove questo possa essersi schiantato. A breve, dunque, le indagini verranno interrotte, nel frattempo è emersa un’ipotesi inquietante che riguarda il pilota: secondo gli esperti questo aveva progettato di suicidarsi in volo e di far precipitare l’aereo proprio quel giorno.

Volo MH 370: l’ipotesi della missione suicida del pilota

Nel corso del programma di approfondimento australiano ‘60 minutes‘ alcuni degli esperti che hanno lavorato alle indagini sulla scomparsa del volo MH 370 hanno avanzato l’ipotesi di una missione suicida da parte del pilota. I dati in possesso dimostrerebbero che l’aereo ha effettuato una svolta non prevista in direzione dell’Oceano Indiano, segno della volontà dell’uomo di dirottare il volo. Sulla base di questa mossa, gli esperti hanno suggerito che questo possa aver addormentato i passeggeri e le hostess per non farli allarmare, depressurizzando la cabina. Il passo successivo sarebbe stato quello di eludere il controllo del co-pilota, azione che potrebbe aver intrapreso approfittando di una sua momentanea assenza.

Nel programma viene avanzata anche un’altra ipotesi quella secondo cui il pilota, prima di far precipitare l’aereo sia passato sopra la sua città natale: Penang. Tale ipotesi sarebbe nuovamente dimostrata dalla rotta dell’aereo, uno degli esperti infatti afferma: “Se osservate attentamente l’MH370 si vede che vira a sinistra, quindi conduce un’ampia manovra a destra, infine di nuovo a sinistra”. Chiaramente si tratta di un ipotesi priva di qualsiasi prova concreta, al momento infatti rimangono aperte le piste del dirottamento a distanza e persino quella dell’avaria.