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accordo m5s lega
(Franco Origlia/Getty Images)

Si è concluso il secondo vertice dopo l’accordo M5S-Lega di due sere fa sulla formazione del governo: Casaleggio fa sapere che l’ultima parola spetterà agli iscritti alla piattaforma Rousseau.

Dopo l’accordo raggiunto due sere fa, con l’ultimo via libera concesso da Silvio Berlusconi, Movimento 5 Stelle e Lega sono al lavoro per la messa a punto di quello che è stato definito un contratto di governo. Nel frattempo, si apprende che l’ultima parola sulla scelta di formare un esecutivo con ticket Di Maio-Salvini spetterà alla base del M5S. Lo ha fatto sapere questa mattina Davide Casaleggio in una conferenza stampa in Senato, durante la quale è stata presentata la funzione “Scudo della Rete” della piattaforma Rousseau. Sarà proprio sulla piattaforma che gli iscritti diranno la propria, scegliendo di ratificare il contratto. Intanto, sul nome di Giampiero Massolo, così come su quello di qualunque “premier terzo”, c’è una sostanziale frenata all’interno dei due partiti.

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Ha spiegato Casaleggio in conferenza stampa: “Quando parliamo del contratto di governo, questo lo ha già annunciato Luigi Di Maio, noi prendiamo ad esempio quello che è avvenuto in Germania, dove questo contratto è stato ratificato dagli iscritti all’Spd [il partito social democratico, di ispirazione laburista, ndr]. Ovviamente, noi lo faremo in modo leggermente diverso o forse un po’ meno costoso di quanto è stato fatto in Germania. Chiederemo agli iscritti al Movimento 5 Stelle di votare online e non in cartaceo come invece è stato fatto all’estero”. Entro lunedì, si dovrebbe chiudere l’accordo con l’incarico secco: il nome sarà indicato da Di Maio e Salvini, ma la strada imboccata sembra essere quella di una personalità di alto profilo, ma diversa dai due leader di partito. Entro la settimana, il giuramento dei ministri, che dovrebbero essere meno di venti.

Intanto, si è concluso il secondo vertice tra Di Maio e Salvini, con il segretario della Lega che ha spiegato: “Servirà un altro incontro per il programma”. L’ormai ex candidato alla presidenza del Consiglio per i 5 Stelle invece sottolinea come “ci sono ampie convergenze anche su flat tax e conflitto d’interessi”. In particolare, la flat tax “presenta enormi benefici sul ceto medio”, hanno spiegano fonti del M5S. Nessun commento su reddito di cittadinanza e gestione dei migranti, che dovrebbe comunque entrare nel programma di governo. Il M5S spiega di voler “procedere con garbo” da parte di un governo che sarà “razionale e ragionevole”. Dunque, si chiarisce che non ci saranno forzature sul deficit: si cercherà di rispettare i target e non superare l’1,5%. Dovrebbe dunque esserci anche accordo sul conflitto di interessi: “Quello non è un problema”, ha spiegato Giancarlo Giorgetti al termine del vertice odierno.

Intanto, di affinità tra elettorato leghista e pentastellato parla Alessandro Di Battista nel corso della registrazione della trasmissione ‘Accordi e disaccordi’: “Io non mi fido neanche di me stesso. Una cosa però voglio dirla: i cittadini che hanno sostenuto, anche agli albori, la Lega sono molto più simili ai nostri. Il rapporto che la Lega, soprattutto di Salvini, ha avuto con il suo elettorato, non è del tutto dissimile del nostro. C’è un rapporto molto più diretto”. Poi aggiunge: “Io ero molto, molto contrario a fare una qualsiasi forma di contratto con il Pd”. Insomma, le premesse perché l’accordo sia per un governo politico e duraturo e non semplicemente un governo di scopo sembrano esserci tutte.

A cura di Gabriele Mastroleo