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bologna stazione molestatore
(CC-BY-SA-3.0)

Bologna, arrestato in stazione un molestatore seriale afgano con l’accusa di aver abusato di cinque ragazze in pochissime ore.

Finisce in manette un cittadino afgano, S.M. classe 1995, resosi responsabile dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata, consumati all’interno dello scalo ferroviario di Bologna. L’arresto è stato effettuato dalla Polfer. Due mattine fa, una pattuglia di Agenti della Polizia Ferroviaria ha avuto la prima segnalazione: è stata una ragazza minorenne a raccontare di essere stata avvicinata e poi molestata da un uomo su un treno regionale.

Cinque vittime del molestatore seriale di Bologna

Ma mentre la Polfer era alla ricerca del molestatore sulla base del primo identikit, altre quattro donne o ragazze hanno descritto agli agenti episodi analoghi. Così, si è appreso che nella mattinata del 2 maggio uno sconosciuto avrebbe molestato cinque giovani donne. Diverse le zone della stazione dove l’uomo aveva agito: chi dice di aver avuto a che fare in un sottopassaggio, chi mentre saliva sul treno. Alla fine, tutte concordavano nell’identikit.

Così è stato identificato e bloccato il 23enne di nazionalità afgana, che ha svariati precedenti di polizia per analoghi reati a sfondo sessuale, furto, violazione di domicilio e resistenza. Si trova ora nel carcere bolognese di Dozza. Contro di lui le accuse di violenza sessuale aggravata e continuata.

Molestie alla stazione di Bologna: possibili altre vittime

L’attività di indagine degli inquirenti non si ferma però qui: infatti c’è il sospetto che l’uomo potrebbe aver già colpito nei giorni precedenti e si cercano altre vittime dell’orco. A supporto di questa tesi, il fatto che il giovane afgano avesse precedenti penali specifici.

Intanto, vengono diffusi i particolari dei momenti terribili vissuti dalle vittime molestate. Una di loro ha spiegato che il 23enne afgano prima ha tentato un primo approccio verbale per poi iniziare a toccarle l’inguine, infine mentre lei si allontanava ha tentato di toccarle il fondoschiena.

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A cura di Gabriele Mastroleo