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flat tax
Matteo Salvini (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Tutti parlano di Flat Tax: scopriamo insieme come funziona, chi è favorevole e le sue ragioni, chi ci guadagna con questo sistema fiscale.

Mentre la strada verso la formazione del nuovo governo resta in salita, nel pomeriggio di oggi, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato mandato esplorativo al Presidente della Camera, Roberto Fico, perché provi a capire se c’è la possibilità di un’intesa tra il Movimento 5 Stelle, del quale fa parte, e il Partito democratico, nonostante la sonora sconfitta di quest’ultimo alle elezioni del 4 marzo. Nel frattempo, si continua a parlare anche di temi e programmi da mettere in atto, quando finalmente il nuovo governo riuscirà a venire alla luce. Tra questi c’è la flat tax, che potrebbe segnare un punto di convergenza tra il centrodestra e il Movimento 5 Stelle.

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Il dibattito sulla flat tax: aperture dal Movimento 5 Stelle

Nelle scorse ore, rispetto a questa ipotesi, si è espresso in maniera netta Danilo Toninelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato: “La semplificazione della tassazione è nel nostro programma. Se c’è un meccanismo per cui la flat tax è costituzionale e non svantaggia i poveri, noi siamo d’accordo”, ha infatti affermato. Al senatore replica il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, che ricorda come il Movimento 5 Stelle si era detto decisamente contrario alla flat tax in campagna elettorale: “Solo poche settimane fa, in campagna elettorale, i cinquestelle dicevano che la flat tax è ‘incostituzionale’, ‘scassa i conti dello Stato’, è ‘una bufala’, la chiamavano ‘Flop Tax’. Basta rileggere il Blog ufficiale M5S. Ora, pur di mandare Di Maio a Palazzo Chigi e chiudere l’accordo con il centrodestra e la Lega, hanno fatto l’ennesima inversione a U: per Toninelli la flat tax è diventata costituzionale e addirittura non svantaggerebbe i poveri. Dopo lo sbianchettamento del programma elettorale, un altro trionfo della coerenza M5S”. Danilo Toninelli, nel frattempo, ha anche rilanciato rispetto all’accordo con la Lega: “Salvini ha di fronte due strade: la strada del ritorno al passato e la strada dell’innovazione, per andare avanti. Quella del ritorno al passato è con Silvio Berlusconi, mentre quella del cambiamento è con il Movimento 5 Stelle. Deve solo decidere quale strada vuole intraprendere”.

Come funziona la flat tax e chi ci guadagna

Ma cos’è esattamente la flat tax? Per definizione, rappresenta un sistema fiscale non progressivo, basato su una aliquota fissa, tranne quando è accompagnato da deduzione fiscale o detrazione. Infatti, in questo caso, l’aliquota media effettiva è crescente. Il primo a parlarne nel 1956 è stato l’economista statunitense Milton Friedman e oggi rappresenta uno dei capisaldi del programma del centrodestra. Secondo la proposta della Lega, andrebbe a sostituire le aliquote attuali tra il 23 e il 43%, venendo fissata al 15% dal 2019, con 3mila euro di deduzione fissa per ogni componente del nucleo. La Lega spiega poi che il sistema elaborato “prevede comunque 3 scaglioni di reddito a cui viene applicata una deduzione fissa di € 3.000, garantendo così la progressività dell’aliquota sulla base del reddito personale e dei componenti del nucleo famigliare”.

I detrattori sostengono che sia incostituzionale, inoltre spiegano che la copertura economica non sarebbe indifferente. Per il responsabile economico del Carroccio Armando Siri servirebbero 40 miliardi di euro, che si otterrebbero sommando imposte derivanti dall’economia sommersa, maggior incasso Iva, imposte dei nuovi occupati e rottamazione delle cartelle Equitalia. Contrari sono il direttore generale della Banca di Italia Salvatore Rossi, per il quale la flat tax è una “misura molto costosa” che potrebbe avere un “impatto potenziale negativo sui conti dello stato“, e Tito Boeri, presidente dell’Inps. Contrario infine anche l’ex commissario della spending review Carlo Cottarelli, secondo cui “il taglio delle tasse non fa ridurre il debito e anzi crea il deficit”. Tra i Paesi in cui si applica la flat tax c’è la Russia, dove l’aliquota è del 13%.

A cura di Gabriele Mastroleo