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Facebook e le misure Under 15: ecco il comunicato della società di Zuckerberg

Facebook verso il divieto agli under 15. Lo ha comunicato lo stesso direttivo del popolare social network americano con un documento ufficiale: “In alcuni paesi UE le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni avranno bisogno del permesso di un genitore o di un tutore per compiere determinate azioni su Facebook”. Dopo le tante polemiche sulla privacy di Facebook, lo scandalo Cambridge Analytica e le serie minacce di chiusura, la piattaforma di Zuckerberg corre ai ripari e prova a mettere una pezza sulla questione “dati personali”, considerata di importanza cruciale. Si parte da alcuni paesi della UE, poi si estenderà il divieto al resto del mondo. Si tratta di un provvedimento molto importante in termini di privacy, anche se fino ad ora i ragazzini sono sempre riusciti a trovare soluzioni per aggirare determinati divieti.

Anzi, questa manovra “under 15” potrebbe ritorcersi contro Facebook, che sta perdendo sempre di più la sua funzione di social di riferimento. I giovanissimi infatti preferiscono di gran lunga piattaforme come Instagram, Snapchat e altre similari, dove la presenza di adulti (quindi genitori che potrebbero “spiarli”) è molto meno decisiva. Ma l’impegno di Facebook anche in termini educativi per gli Under 15 è senza dubbio notevole: “Nel corso di quest’anno presenteremo un nuovo centro di risorse online dedicato ai ragazzi e faremo più educazione per rispondere alle loro domande più comuni sulla privacy”.

Facebook “criptato” per gli Under 15: ecco il provvedimento

Il comunicato di Facebook sul divieto parziale agli Under 15 entra poi nello specifico, spiegando i termini della misura preventiva: “le persone di età compresa tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi dell’Ue avranno bisogno del permesso di un genitore o tutore per compiere alcune azioni specifiche su Facebook, come vedere inserzioni sulla base dei dati dei partner e includere nel loro profilo le opinioni religiose e politiche”. La nota poi prosegue con: “Questi adolescenti vedranno una versione meno personalizzata del social con condivisione limitata e annunci meno rilevanti, fino a quando non otterranno il permesso da un genitore o tutore di usare tutti gli aspetti di Facebook“.

Perciò, dopo lo scandalo di Cambridge Analytica e le successive polemiche sulla privacy, il network di Menlo Park risponde con i tentativi di migliorare la sicurezza della piattaforma, garantendo agli iscritti più protezione sui loro dati personali.