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(TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Nuovo Governo, Consultazioni e ultime novità: ipotesi pre-incarico Salvini-Di Maio. Ecco cosa sta accadendo in questo confuso momento della politica italiana.

Salvini, Di Maio, il Partito Democratico e Berlusconi, con il Presidente della Repubblica Mattarella sullo sfondo. Sono questi gli attori principali in questo momento a dir poco delicato della politica italiana che, dopo le elezioni del 4 marzo 2018, si trova ancora in attesa di capire se ci sarà un Governo e da quale alleanza sarà sostenuto.

Nuovo governo, le ultime novità: dal Quirinale ipotesi pre-incarico a Salvini-Di Maio

E’ di queste ore un’indiscrezione che arriva dal Quirinale e che vorrebbe il presidente Mattarella deciso dopo il secondo giro di consultazioni ad affidare il governo alla coppia Lega – Movimento 5 Stelle a patto che Salvini e Di Maio la smettano col gioco di questi giorni dei veti incrociati. Domani inizierà il secondo giro di consultazioni e dunque l’ipotesi più concreta è quella di un incarico esplorativo affidato ad uno dei due leader o in alternativa al presidente della Camera Roberto Fico o a quella del Senato Elisabetta Casellati. Quest’ultima sarebbe la soluzione “istituzionale” qualora non si trovasse l’accordo sul nome del presidente del Consiglio tra 5 Stelle e Lega.

Nuovo governo, consultazioni, ultime novità: Di Maio tiene aperte tutte le ipotesi, anche col PD

Detto che i tempi saranno comunque ancora lunghi anche perché ci sarà da vedere l’esito delle Regionali in Molise e in Friuli registriamo le parole di Luigi Di Maio che non chiude a nessuna ipotesi: “Incontro con Salvini? Vediamo. Ma se dobbiamo farlo per dirci Berlusconi sì, Berlusconi no, non serve. Io non voglio far saltare il tavolo, né con la Lega, né con il Pd. E voglio agevolare il lavoro del presidente della Repubblica nel trovare una maggioranza. Il classico terzo uomo, non votato da nessuno, non lo vogliono gli italiani”.

Nuovo governo, Salvini: “Chiamerò Di Maio”

Poche ore prima dell’ultima uscita di Di Maio, Salvini aveva parlato così a margine di un comizio: “Chiamerò Di Maio e gli chiederò un incontro volentieri, sulla disponibilità a venirci incontro per fare ciò che gli italiani chiedono di fare. Al di là dei veti o delle simpatie, facciamo qualcosa o no? Se la risposta è no, i numeri sono numeri, si torna al voto”. Pieno accordo tra i due almeno sulla contrarietà all’ipotesi di un governo condotto da un terzo soggetto: “Premier terzo? Quarto, quinto, dodicesimo, ma chi lo vota? I voti in Parlamento da dove arrivano? Dal centrodestra e io immagino dai Cinque stelle, se vogliono ragionare seriamente”.

Accordo Pd-5 Stelle, i democratici si spaccano

Il Partito Democratico nel frattempo sta ancora discutendo animatamente al suo interno con due fazioni opposte e ben precise: chi apre ad un possibile accordo con Di Maio e chi esclude categoricamente questa ipotesi. Tra le file dei prime c’è il ministro Franceschini: “Va contrastata l’ipotesi di un governo Lega e Cinque stelle. Dobbiamo evitare per il bene per il Paese che accada. Se nasce un governo sovranista di lunga durata, si fanno la legge elettorale e si votano il presidente della Repubblica. Il punto non è fare un governo con il M5s, ma tenere aperto un dialogo con tutti, cercare di costruire un rapporto perché i rapporti in politica si condizionano anche stando in minoranza, dipende da come la fai”. Di tutt’altro avviso il segretario reggente, Maurizio Martina: “Lo scenario vede il Pd attestato sulla linea decisa in direzione. Il giudizio severo del 4 marzo ci impone una riorganizzazione profonda, non siamo noi a poter esprimere una opzione di governo. Non possiamo immaginare la strada proposta da Di Maio, la sua è una logica irricevibile. Pd e Lega non sono certo interscambiabili – ha precisato -. Denunciare questo non significa essere indifferenti a quello che accade. Dobbiamo interpretare fino in fondo una posizione onesta e limpida, dicendo chiaramente che noi siamo parte di un’iniziativa che si svilupperà per le vie parlamentari, senza stare alla finestra. Di Maio pensa che noi e la Lega possiamo essere interscambiabili. È una logica che rifiutiamo”.

A cura di Francesco Baglio