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spiaggia filippine
Boracay Beach, spiaggia delle Filippine (Pixabay)

Il governo delle Filippine prende una clamorosa decisione, chiusa al turismo Boracay Beach, considerata una delle spiagge più belle mondo.

Sicuramente è una delle spiagge più belle del mondo quella di Maya Bay nelle Phi Phi Islands, in Thailandia, nel Mare delle Andamane. A renderla ancora più celebre è stato il film ‘The Beach’ con Leonardo DiCaprio. Maya Bay è un autentico paradiso in terra, fatto di sabbia bianchissima e finissima, acque talmente limpidissime che assumono colori che vanno dal turchese più acceso allo smeraldo più abbagliante. La spiaggia è stata anche inserita in una graduatoria dei luoghi più belli da fotografare nel mondo. A febbraio era arrivata la decisione delle autorità thailandesi: la spiaggia ora resterà chiusa ai turisti per un bel po’ di tempo. Una decisione analoga l’ha presa ora il presidente filippino Rodrigo Duterte, che ha approvato la chiusura della destinazione turistica di Boracay per un massimo di sei mesi. La località peraltro è stata finalista ai recenti World Travel Awards 2017 come migliore destinazione di mare. Questo perché ritiene che le acque al largo delle sue famose spiagge di sabbia bianca erano diventate un “pozzo nero” a causa del sovraffollamento e dello sviluppo.

La decisione del governo filippino: basta turismo a Boracay

Duterte ha approvato lo spegnimento totale di Boracay come destinazione turistica a partire dal 26 aprile, al termine di un lungo consiglio dei ministri, nel corso del quale si è posto l’accento soprattutto sul futuro di 17mila persone che potrebbero perdere il posto di lavoro. Lo ha annunciato il sottosegretario al turismo Frederick Alegre: “Non si tratta di profitto, si tratta della volontà politica di affrontare anni di abbandono dell’ambiente. Dobbiamo agire rapidamente per salvare l’isola e prevenire il suo ulteriore deterioramento”. Più di 2 milioni di turisti hanno visitato Boracay l’anno scorso per godersi le sue spiagge polverose, tramonti spettacolari e festosa vita notturna, generando circa 56 miliardi di pesos, il corrispondente di un miliardo di dollari, di entrate.

Ma l’afflusso di turisti, le infrastrutture trascurate e la crescita delle strutture turistiche e degli insediamenti poveri hanno minacciato di trasformare Boracay in “isola morta” in meno di un decennio, secondo uno studio del governo. Infatti, l’isola non può che contenere 30.000 persone, ma pullula di 70.000 persone in qualsiasi momento, tra cui 50.000 residenti e arrivi giornalieri di circa 20.000 turisti, ha detto Alegre. Centinaia di coloni hanno anche costruito illegalmente case e strutture nelle foreste e aree umide protette nel corso degli anni, hanno detto i funzionari. La chiusura è limitata nel tempo e parti dell’isola potrebbero riaprire da qui a sei mesi. Philippine Airlines ha detto che ridurrà i voli diretti agli aeroporti che fungono da porta d’ingresso per la piccola isola, a circa 315 chilometri a sud di Manila. Il vice segretario esecutivo Menardo Guevarra ha dichiarato che i fondi per le calamità di emergenza saranno utilizzati per aiutare i lavoratori nelle strutture turistiche interessate dalla chiusura temporanea di Boracay. Si tratta di scelte che vogliono salvaguardare questi posti incantevoli: oltre a Maya Bay, in Thailandia, il turismo di massa ha rovinato località meravigliose come Koh Yoong nella catena di isole Phi Phi e Koh Tachai nel Parco nazionale delle Isole Similan, che sono state definitivamente vietate ai turisti da metà 2016.

A cura di Gabriele Mastroleo