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(Giuseppe Calarota, Wikicommons/CC-BY-SA-4.0)

Cosa si celebra il Sabato Santo: il significato del giorno, dedicato al silenzio e al raccoglimento per ricordare la morte di Gesù Cristo e la Veglia pasquale, in cui si annuncia la Resurrezione.

Domani sarà Pasqua 2018, il giorno in cui si celebra la Resurrezione di Cristo e che quest’anno cade il primo aprile. Come sappiamo, nella tradizione e cultura cattolica, grande importanza rivestono i riti della Settimana Santa, a partire dalla Via Crucis. Queste celebrazioni concludono il periodo pasquale, che come noto inizia il giorno delle Ceneri. Questi riti raggiungono sicuramente la loro maggiore intensità nei giorni del Giovedì Santo e del Venerdì Santo. Mentre il primo rievoca l’ultima cena di Gesù con gli apostoli per celebrare la Pasqua Ebraica, nel secondo giorno si ricorda invece la morte sulla croce di Gesù sul monte Calvario.

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Il significato del Sabato Santo: cosa si ricorda in questo giorno

Il Venerdì Santo in particolare è il giorno in cui i fedeli rivivono il sacrificio di Cristo, morto per la salvezza dell’uomo, attraverso riti che affondano le proprie radici nella cultura e nella tradizione popolare. Un significato particolare assume il giorno del Sabato Santo, che viene invece dedicato al silenzio e al raccoglimento, pregando per Gesù Cristo, morto sul legno della croce e sepolto. In base al calendario liturgico, in questo giorno si celebra il mistero della discesa agli Inferi di Gesù. La sua virtù divina lo preserva dalle corruzioni, per cui il suo spirito scende negli Inferi, ma non il suo corpo. Nella Pasqua di Resurrezione, invece, divinità e anima di Gesù si ricongiungono al corpo. Si devono ricordare qui le parole di un’omelia: “Oggi sulla terra c’è un grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano”. Questa riflessione si conclude con queste parole: “Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il Regno degli Inferi”. Un giorno di silenzio, dunque, e anche per questo in questa giornata non si celebrano liturgie e la Comunione viene impartita solo a chi è in pericolo di vita. Concessi solo i Sacramenti della Penitenza e dell’Unzione degli infermi. Dovrebbero inoltre proseguire il digiuno ecclesiastico e l’astinenza dalle carni.

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Il Sabato Santo e la Veglia pasquale

Anche per le ragioni fin qui illustrate, in questa giornata vengono scambiati messaggi di speranza, soprattutto per chi è ammalato: “Un caloroso messaggio di auguri in questo Sabato Santo va a te che ne hai tanto bisogno. A te che lotti ogni giorno per trovare la pace. Ti auguro che la colomba del Signore si posi domani sulla tua casa per portarti un segno di speranza”. Va detto che solo con la Riforma conciliare il Sabato Santo è tornato ad avere il senso profondo dettato dal silenzio e dalla meditazione, mentre dal XVI secolo alla metà del XX secolo già nella mattinata di questo giorno si scioglievano le campane, legate a lutto dal Giovedì Santo. Nella giornata del Sabato Santo, in molte parti d’Italia vi è l’adorazione del corpo di Cristo deposto dalla croce. Nella serata, a partire dalle ore 22, i fedeli si riuniscono poi nelle chiese per la Veglia pasquale. Questa, madre di tutte le Veglie, sebbene si celebri la sera del sabato appartiene alla Liturgia solenne della Pasqua. Nel corso della Veglia pasquale, vengono benedetti il Cero e la Fonte battesimale, facendo coincidere con la mezzanotte il canto del Gloria, per celebrare la Resurrezione del Cristo.

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A cura di Gabriele Mastroleo