CONDIVIDI

facebook dati personali

Lo scandalo sulla raccolta dei dati personali Facebook è stato una vera e propria batosta per il social network americano. Molti problemi legali e societari, ma anche tanti utenti che si sono disaffezionati alla piattaforma con conseguente richiesta di chiusura dell’account. Tutto risolto? Neanche per sogno. Forse non lo sapete, ma i dati che avete fornito a Facebook restano lì, immagazzinati chissà dove, e non basta sicuramente annullare il vostro profilo per “riprenderveli”. Al massimo disiscrivervi da FB vi servirà per non dare altri dati nuovi a Zuckerberg e alla sua piattaforma, ma non certo per nascondere i vecchi.

La dimostrazione arriva (anche) da una ricerca pubblicata sul sito de ‘Il Sole 24 Ore’ fatta da Antonio Dini, che come esperimento ha provato a disattivare il suo account Facebook e a recuperare i dati che aveva fornito negli ultimi 10 anni. Il risultato è particolarmente inquietante: “Nessuno, non mia moglie, non i miei genitori o i miei più cari amici hanno mai avuto una panoramica così dettagliata della mia vita. Neanche io stesso, perché molte delle piccole cose quotidiane che ho fatto non le ricordavo più, dopo tanti anni”, si legge nell’articolo.

Dati personali su Facebook: disattivare l’account è utile?

datagate facebook scandalo elezioni

Nella sua opera di disattivazione dell’account Facebook, Antonio Dini ha attivato l’opzione che il social offre per avere un backup di tutti i dati personali che abbiamo “offerto” a Facebook. Il risultato sono state alcune scoperte rassicuranti, altre un po’ meno. Ad esempio non c’era lo storico di tutte le telefonate fatte e degli sms, né tanto meno una profilazione dei numeri che l’utente aveva in rubrica, ma c’erano altri dati sensibili quali data di nascita, città natale, numero di cellulare, parenti presenti su Facebook e molto altro. Tutte informazioni che comunque noi decidiamo di fornire consensualmente, come dati personali, a Facebook. Il problema è che noi, che siamo umani, magari lo dimentichiamo, o a un certo punto lo cancelliamo. I server dei siti sono macchine, quindi ricordano tutto e conservano tutto. Poi c’è la lista delle pagine “likeate”, che profilano ulteriormente l’utente dal punto di vista dei gusti e delle preferenze. Inoltre le parti meno “piacevoli” di tutte: foto, video, lista amici, eventi a cui si è partecipato o verso i quali si è mostrato interesse, e le chat, ogni singola chat effettuata su Facebook con le più disparate persone, comprese quelle che probabilmente avete dimenticato da un pezzo.

Dati personali su Facebook: gli accessi e la profilazione

Poi, fra i dati personali che forniamo a Facebook, ci sono gli accessi. Nei server del social sono conservate tutte le sessioni attive, il momento di connessione e quello di disconnessione, da quale computer, da quale browser, da quale indirizzo IP e la posizione approssimativa. Poi le attività, anche solo il semplice like o il semplice commento su un’attività di un amico, servono a Facebook per profilarci e “capire” che tipologia di persona siamo e di cosa abbiamo bisogno in quel momento, per poter vendere meglio una pubblicità mirata ai suoi inserzionisti.

Insomma, in conclusione, si può dire che disattivare l’account Facebook non serve a moltissimo, a meno che non abbiamo intenzione di cambiare completamente vita o personalità. Ma si può dire anche che i dati personali di Facebook vengono utilizzati principalmente per venderci meglio qualcosa che possiamo scegliere o non scegliere di comprare. Così come possiamo scegliere o non scegliere di fornire i nostri dati. Un’attività che facciamo ogni giorno, abitualmente, come se niente fosse. Un’attività consensuale, a cui possiamo liberamente scegliere se dare ancora il consenso o no. A partire dal futuro, ovviamente, perché il passato ormai è già tutto lì.