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La morte di Fabrizio Frizzi ha scosso milioni di persone in tutta Italia. Avvenuta per emorragia cerebrale potrebbe avere una spiegazione rivelata in parte dalle parole di Massimo Giletti. 

Morte Fabrizio Frizzi
(Websource)

Fabrizio Frizzi ha lasciato un vuoto tremendo nella sua famiglia, nei suoi amici e in chi gli voleva bene. In quest’ultima categoria ci sono milioni di persone, di telespettatori che lo seguivano da più di 30 anni e che di fatto erano cresciuti con lui e con le sue trasmissioni.

Morte Fabrizio Frizzi, Giletti: “Sapevo che non sarebbe arrivato all’estate”

I colleghi che ieri hanno visitato la salma in ospedale e che oggi hanno affollato la camera ardente allestita nella sede Rai di Viale Mazzini sono moltissimi. Tra i più commossi Massimo Giletti che nel ricordarlo ha rivelato un retroscena che nessuno conosceva: “Questa mattina sono stato a dargli l’ultimo saluto alla camera ardente. È andato avanti a lavorare senza far pesare a nessuno il dolore profondo di sapere che la vita per lui era un arco molto più breve di quello che tutti noi potessimo immaginare. “Sarà davvero come lo vediamo in tv?”. Lui era così, uno dei pochi a essere così: era quello che appariva con la sua ingenuità, la sua fanciullezza, la sua serietà e la sua professionalità. Nel 1996 conducevo Telethon per la prima volta. Era un esordio molto importante per me che ero giovanissimo, mentre lui era già un conduttore affermato. Durante la fotografia di rito per la stampa, dove c’erano tanti nani e ballerine della tivù che sgomitavano per starmi vicino, lui si mise dietro. Questo era Fabrizio: uno perbene, cosa rara in questo mondo. Molto spesso ha anche pagato per questo. Però la gente lo amava e lo ama ancora. Ci siamo sentiti anche pochi giorni fa, ci sentivamo sempre, soprattutto in questo periodo. Non a caso nel mio monologo iniziale, quando raccontavo che il direttore generale mi aveva fatto capire che non c’era più spazio per me, citai due persone: Lamberto Sposini e Fabrizio Frizzi. Non erano due nomi a caso. Io sapevo la verità. Sapevo che Fabrizio non sarebbe arrivato a quest’estate. In quel monologo c’era lui che mi scrisse proprio quella mattina un messaggio, che ogni tanto andavo a rivedermi e lo farò anche oggi, perché era di una dolcezza infinita”.

Fabrizio Frizzi, emorragia cerebrale causata da un male incurabile?

In queste ore prende corpo un’ipotesi al momento non confermata, corroborata soltanto dalle parole di Giletti e da quelle di Magalli che ha spiegato: “Sapevamo che stava male. Sapevamo che combatteva una battaglia disperata. Sapevamo che non voleva che se ne parlasse per paura di dover smettere di lavorare ed abbiamo tutti rispettato questo suo desiderio, la Rai per prima. Sapevamo anche che la sua paura più grande non era andarsene, ma il pensiero di lasciare sole Carlotta e Stella, le sue ragazze”. Questa battaglia disperata era secondo alcuni quella contro una patologia cerebrale grave, forse un tumore, che avrebbe causato la prima ischemia e poi l’emorragia cerebrale che gli è stata fatale. Dopo il primo malore lo stesso Frizzi dichiarò: “Non è ancora finita, lotto come un leone, e se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca scientifica, la stessa ricerca che ora mi sta aiutando”.

Addio Fabrizio, eri e sei uno di noi

Al di là di tutto ciò che è stato scritto e detto resta immutabile la triste realtà: Frizzi se ne è andato per sempre. Chi vi scrive ricorda i tempi di Europa Europa e Scommettiamo Che, ma ricorda soprattutto di aver sentito un’intervista nella quale Frizzi raccontava di aver donato il midollo osseo ad una bambina malata di leucemia. Dopo aver ascoltato quelle parole, il suo racconto la sua testimonianza il giorno seguente andai alla sede Admo della mia città e, dopo aver fatto gli esami del sangue, diventai anch’io donatore di midollo osseo.

A cura di Francesco Baglio