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Folco Quilici
(Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

E’ morto Folco Quilici. Il grande documentarista aveva 87 anni. 

Folco Quilici, nato a Ferrara il 9 aprile del 1930, era un grande documentarista, regista e fotografo. Amava la natura e aveva trasmesso tutta la sua passione a milioni di persone che con lui e grazie a lui avevano scoperto un mondo che per anni era stato ignoto al grande pubblico e non raccontato da nessuno. Di certo non raccontato come faceva lui.

Morto Folco Quilici, le sue opere indimenticabili

Il primo documentario di grande successo realizzato da Folco Quilici si chiamava “Sesto Continente” e venne presentato alla Mostra di Venezia nel 1954. Già allora Quilici scelse attori non professionisti che davano spazio al vero grande protagonista: il mare. Poi arrivarono “L’ultimo Paradiso” (Orso d’Argento al Festival di Berlino del 1956), “Ti-Koyo e il suo pescecane” (Premio Unesco per la Cultura del 1961), “Oceano”, “Fratello mare”, “Cacciatori di navi”. E poi due apprezzatissimi lungometraggi: “Dagli Appennini alle Ande”(1959) e “Il dio sotto la pelle”(1974). Non tutti si ricordano inoltre che Folco Quilici ricevette anche una nomination all’Oscar nel 1971 come miglior documentario con “Toscana”. Si trattava di uno degli episodi della collana “L’Italia vista dal cielo”, una serie di filmati ai quali avevano collaborato personalità del calibro di Italo Calvino, Leonardo Sciascia e Mario Soldati.

Folco Quilici aveva operato anche come fotografo producendo oltre un milione di foto a colori e in bianco e nero ora custodite presso l’Archivio Alinari. Intenso e proficuo anche il suo rapporto con la televisione. Tra le altre cose dal 1971 al 1989 ha diretto e curato la rubrica Geo su Rai3 e per il suo impegno sul piccolo schermo ha anche ricevuto molti premi e riconoscimenti.

Morto Folco Quilici, il commento del ministro Franceschini

Il ministro della cultura Dario Franceschini ha commentato così la morte di Folco Quilici: “Con Folco Quilici se ne va una delle figure più importanti del giornalismo, del documentarismo e della cultura italiana. Un pioniere in tutti i progetti che ha avviato, sempre anni avanti rispetto agli altri, un italiano innamorato del proprio paese e un ferrarese innamorato della propria terra in cui era l’erede della grande tradizione giornalistica del padre Nello. Ci mancherà ma i suoi lavori resteranno per sempre come guida e insegnamento per le giovani generazioni”.

F.B.