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torino antifascisti

Al corteo antifascista di Torino sassaiola contro la Polizia per la presenza di militanti di Casa Pound in un hotel.

Il clima sociale di queste ultime settimane è ormai esacerbato. Gli episodi di violenza e gli scontri fra militanti di destra contro militanti di sinistra si stanno moltiplicando. Perfino cortei che dovrebbero essere pacifici si trasformano in occasioni di guerriglia urbana con consueta conta di feriti e strade trasformate in trincee.

La recrudescenza di formazioni di matrice fascista, il crescente clima di intolleranza, le numerose formazioni politiche che parlano ad un popolo stanco, aizzando i suoi istinti peggiori stanno creando un terreno fertile per la violenza.

Il fascismo- è bene ricordarlo – non è un’opinione, bensì un reato. Ce lo ricorda non solo la Costituzione, ma anche la legge Mancino che “condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali” e che punisce con il carcere chi neghi la Shoah. Ma nonostante le norme alcune formazioni di estrema destra continuano ad agire.

Ed il paradosso a cui stiamo giungendo ora è che alcuni militanti di ideologia antifascista scelgono modalità fasciste per combattere il fascismo. E viene il dubbio che chi prepari una bomba carta piena di schegge di vetro – come quelle che sono state lanciate ieri sera a Torino – sia un pacifista, non violento e contro il fascismo.

Il fascismo si combatte con la cultura e il dialogo, non con le spranghe.

Torino: manifestanti contro la polizia

Il corteo di Torino di ieri sera doveva essere una manifestazione civile di protesta. Circa 500 i partecipanti fra ragazzi dei Centri Sociali, No tav, studenti e semplici cittadini che erano partiti alle 19 da Porta Nuova. Ad un certo punto alcuni manifestanti si sono staccati dal corteo per poter raggiungere l’evento di Casa Pound in corso all’Hotel NH.

Un durissimo intervento poi quello fatto dai manifestanti in corso Vittorio: “Da Torino a Palermo scateniamo l’inferno. Non è solo uno slogan ma una promessa. Quello che è stato fatto a Palermo all’esponente di Forza Nuova è una concreta azione di antifascismo ed è legittima perché attaccare i fascisti è una difesa popolare”.

I manifestanti cercano di raggiungere l’Hotel e la polizia è costretta ad intervenire con delle cariche con getti di idranti. I facinorosi però non si danno per vinti, si ricompattano e cercano nuovamente di superare il blocco delle forze dell’ordine. Iniziano dei tafferugli fino a che la polizia riesce ad allontanare i manifestanti. I manifestanti hanno anche lanciato delle bombe carte imbottite di schegge di metallo e di legno contro gli agenti. Sei i poliziotti feriti: uno è rimasto colpito alla gamba da una scheggia di vetro lunga 4 cm. Due i manifestanti fermati.