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(iStock)

Le elezioni politiche 2018 si avvicinano e mentre nel Paese cresce l’incertezza per un esito che appare destinato ad essere nel segno dell’ingovernabilità (qui la spiegazione del motivo per cui molto probabilmente nessuno avrà i numeri per governare) cerchiamo di fare un po’ di chiarezza quantomeno sulle modalità di voto diverse dal passato e differenti per chi vota alle Politiche e per chi vota alle amministrative. Gli italiani aventi diritto di voto sono 51,2 milioni, di cui 4,2 milioni sono gli italiani all’estero.

Elezioni politiche 2018: come funziona la legge elettorale

La legge elettorale, denominata Rosatellum bis, prevede un sistema misto proporzionale e maggioritario. Ciò significa che un terzo di deputati e senatori viene eletto nei collegi uninominali che prevedono cioè un solo candidato per coalizione con il più votato in assoluto che viene eletto. Gli altri due terzi dei candidati vengono invece eletti con il sistema proporzionale di lista con una soglia di sbarramento del 3% su base nazionale. Come sempre potranno votare per la Camera tutti i maggiorenni, mentre per il Senato bisognerà avere 25 anni compiuti. La novità importante è che ci sarà una sola scheda che comprende sia uninominale che proporzionale rendendo così impraticabile l’opzione del voto disgiunto.

Elezioni politiche 2018: cosa troveremo al seggio

Alle urne troveremo due schede: una rosa per la Camera e una gialla per il Senato. Chi voterà in Lombardia e Lazio riceverà anche la scheda per il voto Regionale. Su ogni scheda troverete tanti rettangoli con in alto il nome del candidato e su ogni rettangolo i riquadri dei partiti che sostengono quel candidato. A fianco di ogni simbolo troverete i nomi dei candidati per la proporzionale. Si tratta del cosiddetto listino bloccato e non va assolutamente messo un segno su uno di quei nomi. In tal caso la scheda sarà considerata nulla. Segnando il simbolo del partito si voterà automaticamente anche per quei candidati. Come vedete nelle foto qui sotto si può esprimere un voto per la lista che sarà esteso automaticamente al candidato del collegio uninominale e ai relativi candidati del proporzionale.

Oppure come vedete nelle foto qui sotto si può fare la X sul nome del candidato dell’uninominale. In questo caso il voto verrà esteso anche alla lista o alla coalizione che lo sostiene.

Come ultima alternativa potete anche mettere due segni sia sul nome del candidato all’uninominale sia sul simbolo del partito o della coalizione.

Elezioni politiche 2018: cosa non dimenticare

Come sempre è bene ricordarsi di recarsi al seggio muniti di tessera elettorale e documento d’identità valido. Qualora la propria tessera elettorale non abbia più a disposizione riquadri per i timbri bisogna recarsi all’Ufficio elettorale del proprio Comune per farsi dare una nuova tessera. A tal proposito, anche per chi avesse smarrito la tessere elettorale, ricordiamo che gli uffici elettorali saranno aperti dalle 9 alle 18 nei due giorni che precedono il voto e il giorno stesso del voto dalle 7 alle 23, per tutta la durata quindi della consultazione elettorale. Per la prima volta agli elettori sarà consegnata una scheda antifrode. Si tratta di una scheda dotata di un numero univoco, un codice progressivo applicato al momento della consegna da parte degli scrutatori. Appena dopo il voto il presidente di seggio verificherà che il numero sia corrispondente a quello consegnato e solo dopo questa verifica toglierà il tagliando col numero dalla scheda facendola così ritornare anonima. Si tratta di una misura che dovrebbe permettere di arginare il fenomeno del voto di scambio.

F.B.