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Violazione della privacy, facebook condannata in BelgioIl Belgio condanna Facebook in primo grado per violazioni della privacy:
La commissione per la privacy del Belgio porta in tribunale un comportamento considerato errato di Facebook
. Il social network, stando alle accuse, utilizza plug-in sociali, ovvero i pulsanti “mi piace” o “condividi” ed alcuni pixel invisibili a occhio nudo al fine di creare un enorme archivio dati che descrivono il comportamento delle persone durante le loro visite ad altri siti.

La piattaforma, tra l’altro, non mette al corrente i propri utenti dell’utilizzo che fa di questi dati. Il tribunale belga non vuole sentire ragione e ci va giù duro. Infatti, la sentenza prevede che la società elimini assolutamente tutte le informazioni raccolte illegalmente. Inoltre, stando a quanto si apprende, Facebook potrebbe essere costretto a pagare 250mila euro al giorno per un importo massimo di 100 milioni di euro.
Facebook non ci sta

Ovviamente, adesso partirà il contrattacco dell’azienda californiana. Richard Allan, direttore degli affari pubblici per l’Europa di Facebook, sostiene che “il gruppo informa chiaramente gli utenti finali, concediamo il diritto alle persone di rifiutare che i loro dati siano raccolti su siti e app di Facebook per scopi pubblicitari”.

Marc Zuckeberg ha già dato il via alla missione per i suoi avvocati che faranno appello al tribunale belga. La Privacy degli utenti va tutelata ad ogni costo. Il Belgio tiene molto a questo aspetto per quanto riguarda i suoi cittadini. Malgrado la sentenza, tuttavia, la Commissione belga non canta ancora vittoria: secondo il presidente Willem Debeuckelaere bisognerà attendere l’entrata in vigore a maggio della nuova legislazione europea sulla privacy. Dal 25 maggio infatti, le Commissioni sulla Privacy nazionali saranno competenti solo per le società con sede nel loro Paese.

Pertanto, i provvedimenti nei confronti di Facebook (che ha sede legale a Dublino in Europa) dovrà prenderli lo stato irlandese. A tal riguardo, il direttore di Facebook Europa Richard Allan conferma: “Ci stiamo preparando per il nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati con il nostro principale regolatore, il commissario irlandese per la protezione dei dati personali. Rispetteremo questa nuova legge, esattamente poichè rispettiamo la legge vigente in materia di protezione dei dati”.