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Facebook nuovo algoritmo penalizza le testate online

Da qualche giorno, Facebook ha modificato il proprio algoritmo penalizzando in maniera importante le pagine Facebook.

Così, il più grande quotidiano brasiliano, ha deciso di non aggiornare più la propria pagina di Folha de Sao Paulo in segno di protesta. La decisione di Marc Zuckeberg ha scatenato il malcontento delle case editrici che hanno investito – e non poco – sul social network di sua proprietà.
La modifica dell’algoritmo prevede un maggiore spazio riservato a post di parenti ed amici e una visibilità di gran lunga inferiore per le pagine.

Un post su una pagina con oltre 1 milione di like
Post pubblicato su una nota pagina da oltre 1 milione di like riceve solamente 4 like e due sole condivisioni

Facebook è da tempo impegnato nella lotta contro le Fake News. Tuttavia, il cambio di algoritmo ha penalizzato troppo le aziende che hanno il proprio core business proprio nella pubblicazione di link. A questo punto, quelli che valuteranno le testate giornalistiche saranno gli utenti stessi. Proprio così, compresi quelli che a stento riescono a leggere un testo o che, addirittura, si divertono a fare gli hater sui social.

Prima di ciò, c’era il Trust Project pronto all’uso. Era sembrato l’idea giusta: in pratica, si andava ad illustrare alle testate il metodo giusto per utilizzare il social network. Soprattutto, educare gli utenti a contrastare le Fake News, in modo che potessero riconoscere una fonte attendibili in poche e semplici mosse. Tutto il mondo del giornalismo, al cospetto di tale atteggiamento, è praticamente in ginocchio. Avere il coraggio di mollare una piattaforma come Facebook, che garantisce 2,2 miliardi di utenti potenziali, è però un altro paio di maniche. Per questo il gesto della Folha de Sao Paulo, il principale quotidiano brasiliano, ha del rivoluzionario.
La testata ha ufficialmente scritto che non pubblicherà più contenuti sulla propria pagina Facebook che, attualmente, ha una portata di quasi 6 milioni di utenti che la seguono. Per il direttore esecutivo della Folha, Sérgio Dávila, l’effetto principale della strategia di Zuckeberg porterebbe a favorire la diffusione della disinformazione politica e delle fake news. “Bandendo di fatto il giornalismo professionale dalle sue pagine a favore dei contenuti personali e aprendo spazi per la proliferazione delle bufale, Facebook è diventato un terreno inospitale per chi vuole offrire contenuti di qualità come noi”, ha affermato Dávila. Inoltre, il giornale ha sfoderato un bel po’ di dati e statistiche dai quali è emerso che le condivisioni, i commenti e i ‘mi piace’ ottenuti sulla rete sociale dai 10 maggiori giornali brasiliani è scesa del 32% nel corso del 2017.

In un articolo pubblicato martedì scorso, la Folha ha poi analizzato le interazioni via Facebook di 21 siti di fake news e 51 testate giornalistiche. Un test alquanto indicativo, se si considera che, dopo India e Usa, il Brasile è il terzo mercato di Facebook, con 130 milioni di utenti. Ciò che è emerso è abbastanza inquietante: da ottobre a gennaio, quindi nei tre mesi precedenti la modifica dell’algoritmo, le interazioni sulle pagine dei media professionali sono scese del 17%, mentre quelle dei siti di bufale sono triplicate. A confermare lo studio è l’Istituto per la Verifica delle Comunicazioni, un’associazione no profit brasiliana che monitora il settore.
Insomma, il gigante dei social media diventa sempre meno ospitale per il giornalismo di qualità. Ma non solo: così sta diventando anche sempre meno rilevante per guadagnare accessi. E l’iniziativa della Folha de Sao Paulo, da questo punto di vista, promette di essere un esperimento interessantissimo.