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closeup of a shieldbug

Ci risiamo, esattamente come è successo un anno fa torna l’allarme cimici al nord Italia. Si tratta di cimici asiatiche ben diverse da quelle nostrane, che ora tornano a spaventare il nord Italia.

Questa specie particolare di insetto è arrivata 5 anni fa in Italia e, soltanto l’anno scorso, hanno distrutto ben il 40% dei raccolti di kiwi e pere. Quando sono arrivate, nel 2016 gli agricoltori non hanno immediatamente capito di che cosa si trattasse: questi insetti, per quanto simili alle nostre cimici, presentavano delle differenze, ma nessuno si sarebbe immaginato che potessero causare così tanti danni. Per prima cosa il colore era scuro e non erano verdi come le cimici italiche. Quando le cimici asiatiche sono arrivate in Italia, nel 2012, gli agricoltori non hanno immediatamente capito che poteva trattarsi di un vero e proprio disastro ambientale, ma l’anno scorso con l’arrivo del freddo queste bestiole hanno letteralmente invaso, nel nord Italia, tutti i campi creando danni ingenti.

Queste nuove cimici, infatti, attaccano qualsiasi cosa e soprattutto non è assolutamente semplice cercare di riuscire ad eliminarle. Se le riesci a debellare da un albero si spostano e arrivano su un altro: la cimice asiatica è diventata così uno dei nemici peggiori degli agricoltori e soprattutto di tutti coloro che hanno alberi da frutta.

Anche a livello scientifico ricercatori hanno dichiarato che questa cimice asiatica è veramente tremenda: riesce a volare tra i 2 e i 5 km al giorno e attacca praticamente ogni frutto. Una femmina di cimice asiatica, inoltre depone circa 285 uova ogni anno e oltre alle madri, nella stessa stagione poi depongono uova anche le figlie per la stessa quantità, creando così una vera e propria invasione.

I vari trattamenti con pesticidi, per quanto dannosi per l’ambiente, purtroppo non sono neanche così efficaci. Nonostante gli agricoltori ne abbiano provati di ogni di ogni tipo non sono stati riscontrati risultati notevoli. L’associazione dell’agricoltura e della ricerca di Firenze, l’anno scorso, ha annunciato che forse esiste un animale, nello specifico si tratta di un imenottero, che potrebbe riuscire a bloccare la proliferazione delle cimici. I risultati ci sono e sono positivi, però purtroppo non sono ancora decisivi nella lotta alla cimice asiatica.