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Finale europei di Calcio-Getty Images

È inutile nasconderlo, gli italiani quando si parla di calcio non capiscono più niente. Siamo tifosissimi e ogni domenica affolliamo gli stadi, oppure ci piazziamo davanti alla televisione e seguiamo la nostra partita di calcio preferita come se fossimo in curva. Inoltre, spesso, per seguire la squadra del cuore siamo “costretti” a fare la valigia e ad andare in trasferta in una città nuova. Calcio e viaggi spesso vanno così a “braccetto” e ogni anno, secondo quanto riportato da StubHub.it, piattaforma di compravendita di biglietti, il numero di turisti-calcistici, aumenta notevolmente. Solo quest’anno è stato registrato un 15% in più rispetto al passato.

Lo studio sulle cosiddette prospettive economiche del calcio, secondo Goalnomics, vede i francesi tra i cittadini europei maggiormente disposi a spostarsi per seguire la propria squadra del cuore, non importa in quale città. Stessa tipologia di “enfasi” per i viaggi calcistici o i turisti del pallone, riguarda noi italiani. La novità secondo i recenti studi riguarda i turisti americani che sembrano interessarsi ogni giorno di più alle trasferte per seguire le proprie squadre del cuore. Ad esempio, tanti brasiliani e argentini si gettano a capofitto nello Stadio Olimpico di Roma o allo stadio MAPEI del Sassuolo per seguire le partite di calcio. I giapponesi, dal canto loro, sono i tifosi più fedeli delle squadre italiani e sono, sempre secondo Goalnomics e StubHub, in testa nella classifica di vendita di biglietti negli stati dell’Atalanta, del Pescara e del Torino. Tra le nazioni che, più di tutte, hanno visitato gli stadi della Juve,  della Roma, del Napoli e dell’Atalanta, abbiamo il Regno Unito, il Brasile, la Francia e il Giappone. La partita più gettonata? Il famoso derby della Madonnina. Insomma gli italiani amano andare all’estero per seguire la propria squadra del cuore e, perchè no, unire l’utile al dilettevole andando sia allo stadio che visitando un posto nuovo. Ma anche i turisti stranieri sembra proprio che vogliano andare in Italia con la scusa del calcio, salvo poi scoprire le12