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Il giro del mondo dalla A di Albania alla Z di Zimbawe

venerdì, 23 giugno 2017

Il giro del mondo dalla A di Albania alla Z di Zimbawe fonte websource
Il giro del mondo è probabilmente il sogno, neanche troppo segreto, di ogni accanito viaggiatore. Sono sempre di più coloro che lo realizzano. ognuno a modo suo: c’è chi lo fa via terra, chi a piedi, chi in skate o ancora chi sceglie dei più comodi Boing 747. Nessuno però fino ad oggi aveva fatto il giro del mondo dalla A di Albania alla Z di Zimbawe: è questa la bizzarra modalità scelta da Massimiliano Colnaghi, 42enne di Sulbiate, che ha deciso, per il suo personalissimo giro del mondo, di basarsi sull’alfabeto: avrebbe visitato un Paese per ogni lettera dell’alfabeto.

Girare il mondo come se fosse un Alfabeto

La pazza idea gli è venuta durante un viaggio a Bangkok, quando, sfogliando un’agenda, gli è apparso davanti agli occhi l’elenco delle nazioni in ordine alfabetico. Un’ idea che si è insinuata in lui come un seme fino a germogliare nel suo strampalato piano: ecco allora che il suo “viaggio della vita” ha iniziato a “prendere vita”.

Dalla di A Albania appunto alla Z di Zimbabwe. In mezzo Brasile, Cambogia, Laos, Ecuador, Western Sahara, Honduras, Uganda, ecc… Un sogno ambizioso portato a termine senza tralasciare nemmeno una lettera. “Ho visto molto più di quanto immaginassi – racconta ad un noto giornale nazionale – dimenticando cosa all’inizio volessi vedere e fare”.

La sua idea di viaggio è mutata molto durante la sua avventura: guardando a casa la mappa del mondo del globo il 42enne ha smesso di cercare iniziali mancanti, ma ha iniziato a fare un immenso elenco dei ricordi, dei paesaggi e delle persone incontrate durante il suo percorso: la massima, mai banale, riguardo il fatto che alla fine il viaggio è un percorso che esula dalla semplice meta che c’è da raggiungere.

Dalla A alla Z un’impresa di cui nessuno lo potrà mai provare

Oramai i ricordi nella sua mente si sono fatti dolci, ma non sono mancati momenti di terrore come quando in Africa, quasi alla fine del suo percorso, venne aggredito, pestato brutalmente e derubato; soldi, carte di credito, cellulare e soprattutto il passaporto che custodiva quei timbri tanto faticosamente ottenuti in ordine alfabetico. Eppure anche quella esperienza gli è stata di insegnamento: quei segni erano solamente un pretesto di un’impresa di cui nessuno lo potrà mai privare. Che scuola di vita che è il viaggio.

di Lorenzo Ceccarelli

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