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Hanno scoperto l’ottava meraviglia del mondo: ecco dove si trova

mercoledì, 14 giugno 2017


In principio c’erano le “Sette meraviglie del mondo”, opere architettoniche, artistiche e storiche che gli antichi ritennero le più belle  dell’intera umanità: la Piramide di Cheope a Giza (Egitto), I Giardini pensili di Babilonia (Mesopotamia), La Statua di Zeus a Olimpia (Grecia), Il Tempio di Artemide a Efeso (Turchia), Il Colosso di Rodi (Grecia),  Il Mausoleo di Alicarnasso (Turchia) ed  Il Faro di Alessandria (Egitto).

Prima dell’ottava meraviglia del mondo: ecco le altre fantastiche sette

Poi vennero le nuove sette meraviglie del mondo, sette opere architettoniche che idealmente richiamano l’antico elenco canonico: il concorso per la selezione dei siti è stato organizzato da una società a scopo di lucro svizzera chiamata “New Open World Corporation” (NOWC). Bernard Weber lanciò un referendum mondiale via internet per determinare le “nuove sette meraviglie del mondo” fra 17 opere architettoniche. L’iniziativa raccolse ben presto un enorme successo tanto che la lista aumentò fino a superare il numero di 150, mentre la chiusura del sondaggio venne ripetutamente posticipata. Alla fine la spuntarono la Grande muraglia cinese (Cina), Petra (Giordania), il Colosseo (Italia), Chichén Itzá (Messico), Machu Picchu (Perù), il Taj Mahal (India) ed il Cristo Redentore di Rio (Brasile).

A distanza di anni (più di cento per l’esattezza) però potrebbe essere stata ritrovata l’Ottava meraviglia del mondo moderno, le Pink and White Terraces, distrutte dall’eruzione vulcanica del Mount Tarawera nel 1886. Siamo in Nuova Zelanda, sul Lago Rotomahana, nell’Isola Nord dell’arcipelago.

Nel XIX secolo questa meraviglia  attirava frotte di visitatori da tutto il globo: lo spettacolo delle vasche di pietra rosa e bianca che si affacciavano sul lago, sul fondo delle quali si trovavano pozze di acqua termale incantavano i fortunati che potevano ammirarle.
Dopo la devastante scossa sismica si pensò che il meraviglioso sito neozelandese fosse scomparso per sempre. Ora, a distanza di un centinaio di anni, alcuni ricercatori locali sostengono di aver individuato la collocazione esatta delle terrazze che potrebbero ‘risorgere’ a nuova vita.

L’ottava meraviglia del mondo: le Pink&white Terraces

Un ruolo chiave in questa ricerca che non ha nulla a invidiare alle ‘caccia al tesoro’ del celebre Indiana Jones, lo hanno giocato i diari di un geologo austro-tedesco vissuto nell’Ottocento, Ferdinand Von Hochstetter, che nei propri appunti aveva descritto più o meno il punto geografico in cui dovevano trovarsi le terrazze.

Secondo gli esperti, si troverebbero a circa 10-15 metri sotto terra, sempre sulla riva del lago, ma coperte da fango, cenere e detriti. Rex Bunn, uno dei temerari ricercatori ha voluto specificare l’importanza del ritrovamento riferendo come le terrazze fossero state la più importante attrazione turistica dell’emisfero Sud durante l’Impero britannico “i visitatori arrivavano fin qui da tutta Europa per vedere le terrazze. Tuttavia il governo del Paese non si preoccupò mai di registrare la loro posizione su un documento ufficiale pertanto nessuno era a conoscenza della loro latitudine e longitudine”.

Se finora si pensava che fossero state risucchiate dal lago, Bunn insieme al professor Sascha Nolden della National Library of New Zealand sostengono il contrario. Secondo loro, infatti, sarebbero anche in buone condizioni, nascoste lungo la costa del lago Rotomahana. Gli archeologi cominceranno al più presto gli scavi per far riemergere le Pink and White Terraces, grazie anche all’aiuto dei proprietari delle terre, la Tuhourangi Tribal Authority. Presto il mondo potrebbe (ri) avere la sua ottava meraviglia.

di Lorenzo Ceccarelli

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