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Quello che non sapete sulla maledizione del Triangolo delle Bermude

giovedì, 8 giugno 2017

Triangolo delle Bermuda fonte google maps

Triangolo delle Bermuda fonte google maps

Ci sono luoghi avvolti da una nebbia di mistero talmente tanto fitta da tramutarli con il passare degli anni in vere e proprie leggende. Un posto d’onore in questa particolare lista spetta sicuramente al Triangolo delle Bermude, una zona dell’Oceano Atlantico settentrionale delimitata appunto da tre vertici: a Nord il punto più meridionale dell’ isola principale dell’arcipelago delle Bermude (da qui il nome), a sud il punto più orientale dell’isola di Porto Rico; ad Ovest, il punto più a Sud della penisola della Florida.

Triangolo delle Bermude: l’inizio della leggenda

Si tratta di una vastissima zona di mare che supera i 1.100.000 chilometri quadrati: a rendere questa porzione di oceano così leggendaria sarebbero i (presunti) numerosi episodi di sparizioni di navi e aeromobili avvenuti a partire dagli anni cinquanta; una serie di misteriose disgrazie che sarebbero valse alla zona i poco simpatici nomi di “Triangolo maledetto” o “Triangolo del Diavolo“.

Il passo fu breve, nella cultura di massa il tratto marino venne ben preso catalogato come luogo “maledetto“: ad alimentare il fervido immaginario collettivo furono poi la stampa ed i media; le prime notizie di sparizioni inusuali nel Triangolo delle Bermude risalirebbero al 1950 (ad opera di Edward Van Winkle Jones in un articolo del 30 settembre pubblicato da Associated Press). Dopo appena due anni il celebre magazine Fate pubblicò “Sea Mystery At Our Back Door” in cui veniva raccontato della misteriosa scomparsa di molti aerei (il più famoso fu il Volo 19) e di un gruppo di cinque navi della United States Navy.

La maledizione delle Bermude: verità o fantasia?

La maledizione del Triangolo delle Bermuda era oramai un fatto assodato su scala globale: a gettare benzina sul fuoco ci furono anche le prime spiegazioni di carattere soprannaturale che venivano riportate sul sopracitato articolo. Un ulteriore tassello venne aggiunto da Vincent Gaddis nel 1964 che pubblicò anche un libro intitolato Invisible Horizon, ma la vera pietra angolare di questa leggenda venne posata da Charles Berlitz e dal suo best seller Bermuda, il triangolo maledetto (The Bermuda Triangle) del 1974 dove lo scrittore cita tra le cause delle sparizioni motivazioni riconducibili al paranormale ed agli UFO.

Cosa c’è di vero in tutto questo? Molto poco: nonostante la reputazione “maledetta” il numero di incidenti nel Triangolo non sarebbe affatto superiore a quello di una qualsiasi altra regione ad alta densità di traffico aeronavale. A confermalo sarebbero i dati dalla Guardia costiera degli Stati Uniti: in pratica il tasso di incidenti rientrerebbe nella norma per la quantità di traffico e molti degli incidenti avvenuti sarebbero riconducibili a normalissime anomalie tecniche. Nonostante la divulgazione di questi dati la versione ‘leggendaria’ fece molta più presa di quella dettata dai numeri e così ancora oggi il Triangolo delle Bermuda rimane “maledetto”.

di Lorenzo Ceccarelli

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