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Vacanze rovinate? Ecco come difendersi

mercoledì, 31 maggio 2017

Getty Images – Vacanze estive

A volte passiamo interi mesi a pianificarle, studiarle e sognarle: iniziamo a fare economia, a risparmiare e a rinunciare a qualche uscita con gli amici…tutto per poterci permettere le tanto agognate vacanze. La strada che porta alla trasformazione del viaggio dei nostri sogni alla realtà è lunga, tortuosa e non priva di contrattempi.

Poi finalmente succede: arriva il fatidico giorno che avevate cerchiato con il pennarello rosso nel calendario; la valigia è pronta, la crema solare c’è, il costume da bagno anche. Con il passaporto in mano e con il cuore gonfio di speranza e trepidazione vi dirigete all’aeroporto, poi … la doccia fredda.

Vacanze rovinate: il sogno cullato da mesi naufraga

Il sogno cullato da mesi si infrange su qualche volo cancellato che vi farà perdere tutte le coincidenze, problemi burocratici per mancanza di visti di cui la vostra agenzia di fiducia non vi aveva detto nulla; magari dopo mille peripezie riuscite a partire ma giunti alla vostra meta scoprite che l’albergo di cui avevate stampato la foto è una copia sbiadita di quello da voi prenotato, i suoi “A pochi passi dal mare” in verità sono distanze siderali, oppure la nave da crociera è poco più che un peschereccio arrugginito o ancora, la piscina olimpionica è una palude maleodorante.

Insomma: il passo da ‘vacanza da sogno’ a ‘incubo ad occhi aperti’ è veramente corto. Come mettersi al riparo da tutto ciò che viene definito dagli esperti del settore “Danno da vacanza rovinata”, ovvero il danno corrispondente al disagio psico-fisico subito dal turista per non aver goduto pienamente delle proprie ferie? Un ‘danno’ riconosciuto da anni e che vi pone nella condizione di esigere un risarcimento nel caso in cui negligenze o ritardi non abbiano consentito di godere appieno delle proprie vacanze.

La lista dei disagi più comuni è ben nota: ritardi dei trasporti, strutture alberghiere inadeguate sponsorizzate con foto fuorvianti e bagagli smarriti’.

A venire in soccorso dello sfortunato viaggiatore c’è infatti il Codice del Turismo che prevede risarcimenti, sia per il tempo di vacanza inutilmente trascorso che per l’irripetibilità dell’occasione perduta ed i danni seguiti dal mancato godimento delle ferie (vale a dire, il tanto stress).

Unico obbligo per voi sfortunati turisti? L’onere della prova. Per farvi valere in tribunale dovrete dimostrare il disagio patito: conservare ricevute di pagamento, brochure, cataloghi, assicurazioni, in particolare se si tratta di un viaggio tutto compreso. Serviranno a dimostrare cosa vi hanno promesso e fatturato (farete sempre in tempo a buttarli al ritorno).

Vacanze rovinate: come chiedere un risarcimento

Documentate anche i luoghi che hanno tradito le vostre aspettative: fotografate, filmate, raccogliete testimonianze; materiale alla mano, rivolgetevi ai rappresentanti dell’organizzazione sul posto per segnalare ogni difformità rispetto al contratto di viaggio (è utile precostituire la prova scritta delle lamentele inoltrate): avete 10 giorni lavorativi per inviare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a/r.”, indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator o alla compagnia aerea (nel caso di un pacchetto, all’organizzatore, non al singolo fornitore di servizi).
Potete farvi seguire da un avvocato (potete avvertirlo già mentre siete ancora fuori) o mettere in copia l’Unione Nazionale Consumatori o altre associazioni di categoria. Nel caso di un danno causato da malattia di cui ritenete responsabile la struttura, si può chiedere risarcimento anche per il partner se obbligato ad assistervi e quindi impossibilitato anche lui a godere della vacanza.

Solitamente si arriva ad un accordo già nella prima fase. Se così non fosse avete due vie: il Giudice di Pace (per rimborsi fino a 5mila euro), o il Tribunale Civile, con tutte altre tempistiche. Non demordete però! Fate valere i vostri diritti.

di Lorenzo Ceccarelli

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