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Tutti con il naso all’insù: in arrivo una pioggia di stelle cadenti

sabato, 6 maggio 2017


Preparate la vostra lista dei desideri
perché tra qualche ora (e per svariati giorni a seguire) i cieli notturni saranno attraversati da una pioggia di stelle cadenti. Si tratta delle Eta Aquaridi, stelle cadenti originate dai residui della cometa di Halley, il cui picco è previsto proprio nella notte a cavallo tra il 5 e il 6 maggio (una frequenza di 10-30 meteore all’ora).

Quest’anno, infatti, l’osservazione di questo sciame meteorico sarà meno difficoltosa del solito per l’assenza della luna anche se a guastarci la festa potrebbe esserci qualche nuvola capricciosa; come individuare le porzioni di cielo più interessate dal fenomeno? Semplice: basterà volgere lo sguardo verso la costellazione dell’Acquario, da cui sembrano provenire le stelle cadenti, e aspettare la tarda notte.

Va comunque ricordato che non tutte le stelle cadenti giungono dal radiante, ma possono illuminare il cielo arrivando da qualunque parte. Quel che è fondamentale, in questo tipo di osservazione è  avere sopra di sé un cielo molto buio, quindi possibilmente al di fuori delle grandi città o da zone a forte inquinamento luminoso ed  abituare gli occhi all’oscurità.

Se queste sere non riuscirete ad osservare le agognate meteore non disperate: le Eta Aquaridi e saranno visibili fino al prossimo 28 maggio; non solo: queste stelle, rispetto alle più famose Perseidi o Geminidi,  sono molto più luminose e facili da individuare.

L’osservazione delle eta Aquaridi quest’anno sarà favorevole, perché il novilunio è stato alla fine di aprile”, spiegano gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai). “Nel nostro Paese le regioni meridionali beneficiano di un maggior tempo di osservazione, ossia da quando il radiante (ovvero il punto sulla volta celeste da cui sembrano provenire le meteore dello sciame, ndr) sorge fino all’iniziare del crepuscolo mattutino. Il radiante, posto nella zona più alta dell’Aquario, si mostra attivo per quasi un mese, con un aumento evidente della frequenza dal 3 al 10 maggio e un picco maggiore intorno al 5-6 maggio: quest’anno lo vedremo salire sopra l’orizzonte circa dalle ore 2 in poi, proprio quando la Luna volgerà al tramonto”.

Non è tutto: terminato lo spettacolo delle stelle cadenti, tenete lo sguardo sempre rivolto in alto per salutare Marte e dare il benvenuto a Saturno. Mentre la visibilità di Marte sarà sempre più ridotta (il pianeta rosso sta terminando il periodo di osservabilità serale) farà il suo ingresso nella volta celeste Saturno, che sorgerà prima della mezzanotte per diventare il protagonista della prossima estate.

da Lorenzo Ceccarelli

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