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Un viaggio di 23mila chilometri in sella ad uno scooter

venerdì, 5 maggio 2017

Paolo Zambon sulla Panamerica
Spesso ci troviamo a raccontare
le gesta di viaggi epici, imprese a dir poco eccezionali portate a termine da uomini comuni mossi da un incrollabile forza di volontà ed anche un giusta porzione di fantasia. Si perché quasi sempre i mezzi di locomozione scelti sono a dir poco improbabili. Ne sa qualcosa Paolo Zambon che ha percorso la mitica Panamericana in sella al suo piccolo scooter: una traversata di ben 23mila chilometri percorsi in circa otto mesi.

Zambon, programmatore informatico di professione, ma anche grande viaggiatore di passione, un bel giorno è partito alla scoperta di luoghi lontani: l’immenso e freddo Canada. Si trovava proprio lì quando ebbe la folgorazione per la sua impresa che è poi divenuta un libro “ “Inseguendo le ombre del colibrì”, edito da Alpine Studio.

Versai un altro po’ di vino e osservai un colibrì con una graziosa striatura arancione che più volte nelle ultime ore aveva deciso di farmi visita… con la fine dell’estate (i colibrì) lasciano quest’angolo del Nord America per lidi più caldi. Scendono a Sud, in Centro America. Per rientrare a grandi linee nel mese di maggio. Pensai divertito che anche loro, questi volatili mignon dal peso di pochi grammi, avrebbero percorso, chissà come, il nostro stesso tragitto nel medesimo arco di tempo. Li elessi immediatamente mascotte ufficiale del viaggio che stava per cominciare”.

Armato di una vespa e dell’occorrente necessario trasportabile su questo piccolo mezzo è partito alla volta del Sud America. Un viaggio  lungo la mitica Panamericana. Un viaggio a passo d’uomo che gli ha permesso di vedere luoghi fuori dai circuito più conosciuti, incontrare tantissime persone ed assaporare a pieno il significato della parola ‘viaggio’ attraversando pianure sconfinate, foreste tropicali, montagne e deserti. Un’impresa che ha toccato Messico, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Belize, Costa Rica e Panama.

Tornato a casa, a Vancouver, dove vive da anni con la sua fidanzata Lindsay, Paolo ha fatto sedimentare la sua esperienza fino a tramutarla in un libro che racconta dettagliatamente la sua avventura.

Paolo è comunque in buona compagnia: nel mondo ci sono diversi temerari che hanno legato il proprio nome ad imprese simili girando il mondo su mezzi improbabili. C’è chi ha fatto il giro del globo in autostop: lui si chiama Ludovic Hubler, ci ha messo 5 anni ma di fatto può affermare di averlo fatto a ‘costo zero’.

Oppure il più classico giro a piedi: Jean Bealiveau lo ha fatto camminando per oltre 11mila chilometri; tempo impiegato? Ben 11 anni di viaggio.

C’è chi lo ha fatto in bici, è il caso di Paola Giannotti che ha percorso circa 29mila chilometri in 144 giorni e chi pure in Skateboard: Rob Thompson, un ragazzo neozelandese che ha percorso circa 12mila chilometri partendo dalla Svizzera per arrivare a Shanghai. Un inno alla libertà che dimostra che chiunque di noi può realizzare il sogno di una vita a modo suo. Magari un giorno anche il vostro nome apparirà in questa lista.

Di Lorenzo Ceccarelli

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