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Una nuova Petra scoperta in Giordania? archeologi italiani alle prese con “qualcosa di sensazionale”

venerdì, 5 maggio 2017

nuova Petra? fonte web
E se Petra non fosse l’unica città scavata nella roccia
presente in Giordania? Ruota intorno a questo suggestivo quesito la sensazionale scoperta fatta da un gruppo di archeologi italiani che da qualche tempo hanno focalizzato le loro attenzioni non distante dal famoso sito archeologico.

Ci sarebbe anche Valerio Massimo Manfredi, storico, archeologo ma anche scrittore tra le persone coinvolte nella scoperta che, sarebbe stato arruolato dall’equipe, per avere una consulenza riguardante “un importante ritrovamento”.

Le ricerche del team di archeologi italiani si starebbero focalizzando nei pressi delle alture del fiume Zarqa, ad una cinquantina dalla Capitale Amman, in prossimità del Tempio dei serpenti, dove sarebbe vissuta una civiltà risalente all’età del bronzo.

Proprio in questi paraggi, l’archeologo Andrea Polcaro, del Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, Coadiuvato da Juan Ramón Muñiz della Pontificia Facultad San Esteban di Salamanca, starebbe portano avanti uno studio riguardante i dolmen e di strutture megalitiche presso il sito di Jabal Al Mutawwaq.

Al Jordan Times Polcaro ha raccontato che “Il professore di Ramón Muñiz, Juan Tresguerres Velasco, ha diretto una spedizione spagnola nello stesso sito fin dal 1989 per circa vent’anni”.

La prima spedizione aveva identificato un villaggio risalente alla seconda metà del IV AC ed aveva riportato alla luce un edificio di pietra, chiamato Tempio dei serpenti, considerato uno dei templi più antichi della Giordania della prima età del bronzo. Le prime due spedizioni erano state incentrate sull’esplorazione della grande necropoli che si trova intorno al villaggio lungo le colline

Intorno al luogo erano stati rinvenuti centinaia di dolmen costituiscono una delle più grandi necropoli megalitiche della Giordania ma scoperta più importante di questo antico cimitero risalente al IV secolo a.C. è stato un sepolcro ritrovato all’interno di un dolmen ben conservato, con pochi oggetti intorno fatti, però, di pietra focaia di ottima qualità”, ha raccontato Polcaro.

Gli scavi effettuati nell’area dei dolmen di Jabal Al Mutawwaq hanno in seguito dimostrato che la necropoli e il villaggio sono contemporanei, in quanto è stata ritrovata un’antica strada che conduceva dall’ingresso orientale dell’abitato verso il cimitero megalitico”.

Durante gli scavi effettuati negli ultimi tre anni, gli archeologi hanno fatto ricerche anche nel villaggio e hanno rinvenuto un edificio chiamato ‘Grande allegato’ formato da una parete semi circolare di grandi dimensioni fatta di massi del diametro di 50 metri circa, all’interno della quale venivano svolte attività di culto o commerciali. È stata anche trovata una costruzione denominata Edificio C, un edificio absidale con due grandi installazioni circolari dedicate alla produzione di alimenti”, ha spiegato ancora Polcaro al Jordan Times.

Questi edifici sono la testimonianza del livello di organizzazione raggiunto a Jabal Al Mutawwaq durante una fase critica della storia giordana, tra la fine del periodo Calcolitico e l’inizio del processo di urbanizzazione dell’era del bronzo.

I prossimi scavi archeologici che verranno effettuati nel sito saranno fondamentali per lo studio di questo importante periodo storico, che segna un passaggio epocale e che serve per capire le dinamiche sociali e ideologiche che hanno portato allo sviluppo delle comunità lungo il fiume”, ha concluso l’archeologo.

A breve potrebbero essere rese pubbliche altre epocali scoperte che potrebbero riscrivere la storia.

Di Lorenzo Ceccarelli

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