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Nel castello di Moncalieri la maggiore concentrazione di fantasmi d’Italia

giovedì, 4 maggio 2017

Castello della Rotta fonte web

Castello della Rotta fonte web

Italia: Paese di arte, di cultura e di storia, ma anche di leggende, fantasmi e soprattutto luoghi infestati. Sono tante le macabre location  divenute, con il passare degli anni, vere e proprie mete di un turismo che potremmo definire ‘sopra le righe’. Sono sempre di più coloro che, a caccia di qualche brivido, o per semplice curiosità, decidono di visitare luoghi a cui sono correlate strane leggende. Oggi vi vogliamo parlare di quello che è ritenuto uno dei luoghi più infestati d’Italia.

Esiste un luogo considerato a gran voce come il castello più infestato d’Italia: stiamo parlando del Maniero “La rotta” di Moncalieri, antico edificio di origine medievale situato nel Comune di Moncalieri, in provincia di Torino. Il maniero, quando fu costruito, era posto a difesa del ponte sul torrente Banna, sopra cui passava la strada romana proveniente da Pollenzo.

La costruzione, denominata nel secolo XV Grancia Rupta, si ergeva in una piana aperta e scarsamente abitata. La grancia era una fattoria fortificata dove venivano raccolti i prodotti della tenuta.

Nelle prime decadi del Novecento il castello della Rotta venne lasciato in stato di abbandono a causa della sua solitaria e anche anomala ubicazione; questo favorì il sorgere di argomentazioni circa presunti fenomeni soprannaturali.

A favorire il sorgere delle leggende ci sarebbe la sua posizione astrologica idonea all’apporto di energie naturali, trovandosi all’incrocio di particolari linee di forze magnetiche terrestri. La notorietà della dimora in tal senso si consolidò a partire dagli anni Ottanta, anche se risulta chiaramente difficile poter credere alla veridicità delle molteplici “testimonianze”.

Numerosi sono gli esperti del mondo del paranormale che, da ogni dove, giungono a Torino per venire a studiare questo luogo da vicino.

L’ appuntamento di maggior richiamo è la notte tra il 12 ed il 13 di giugno: in questa data, infatti, secondo numerose testimonianze, ogni anno si ripeterebbe una sorta di processione di spettri che dalle zone limitrofe si dirigono verso il maniero. Le presenze più persistenti manifestate nelle sue stanze sarebbero: un cavaliere armato sul suo destriero, un sacerdote criminale, un corteo rituale di ecclesiastici (ogni 14 giugno), una nobile forse suicida, un’anziana tata rea di aver provocato la scomparsa di un infante, un cardinale seduto e intento a leggere un libro ed un uomo vestito di nero che ritorna nel luogo della propria morte.

Le apparizioni paranormali, però non si limitano alla sola notte di fine primavera, ma anzi sono talmente puntuali che si possono riconoscere 3 figure spettrali differenti.

Nei pressi della cappella sarebbe possibile scorgere lo spettro di un monaco: secondo la leggenda si tratterebbe di un giovane del 1300 che avrebbe perso la propria amata il giorno dell’annuncio del proprio fidanzamento.

Altri racconti invece sostengono che lo spettro in questione non sia quello del giovane che soffrì la perdita della promessa sposa, ma bensì il fantasma di un giovane prete murato vivo all’interno di una delle torri del maniero da parte dei cavalieri templari e che non avrebbe ancora trovato pace, a causa della cruenta morte.
Un altro fantasma che ricorre spesso nelle testimonianze è quello di uno spettro a cavallo che brandisce una spada e che sul petto mostra una grossa croce.

Probabilmente è il fantasma del cavaliere templare le cui ossa furono trovate pochi anni dopo durante i lavori di ristrutturazione, seppellite vicino al portone d’entrata della struttura.

Dal balcone del terzo piano, invece, si assisterebbe spesso lall’apparizione della padrona di casa: una donna bionda, anch’essa morta in circostanze tragiche (si sarebbe lanciata nel vuoto dalla torre per sfuggire alle violenze del marito).

Di Lorenzo Ceccarelli

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