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Il morso di questa formica è come un colpo di pistola: il video del rito di iniziazione dei Satere -VIDEO

venerdì, 14 aprile 2017

Il morso di questa formica è come un colpo di pistola fonte youtube

I Satere Mawé sono un gruppo etnico del Brasile con una popolazione stimata in circa 10.000 individui. Parlano la lingua Satere-mawe e sono prevalentemente di fede animista anche se negli ultimi anni si sono registrate non poche conversioni al cristianesimo (cattolici, battisti, avventisti e di altre chiese evangeliche).

Vivono negli stati brasiliani di Pará, Amazonas, lungo i fiumi Andirá (municipio di Barreirinha), e lungo il fiume Marau nel municipio di Maués ma a renderli particolarmente ‘famosi’ agli occhi occidentali è stata la diffusione delle immagini del rito di iniziazione a cui vengono sottoposti i giovani della loro stirpe per entrare a far parte ufficialmente della società. Si tratta di un rito estremamente cruento in cui vengono utilizzate legioni di Tucandeira, il nome brasiliano di una formica di grosse dimensioni (circa 2 cm), il cui addome termina in un pungiglione che provoca dolore, gonfiore, arrossamento, febbre e brividi.

La danza si svolge solitamente nei mesi di ottobre, novembre e dicembre (l’estate amazzonica). Inizia nel pomeriggio e si prolunga fino a notte fonda. Si catturano le formiche giganti, che in genere vivono nelle buche del terreno o in alberi cavi, e si infilano in un bastone di bambù vuoto, chiamato tum-tum.

Le formiche vengono prima immerse in un recipiente d’acqua, dove restano a macerare con le foglie di cajú, un anestetizzante che ha il potere di intorpidirle, quindi vengono infilate ad una ad una tra le trame di un guanto, con il pungiglione rivolto all’interno. Il guanto in questione deve essere di paglia (warumà) e terminare con un ornamento di piume rosse di pappagallo e bianche di falco reale.

Il guanto poi viene appeso in attesa che le formiche si risveglino dal torpore. A quel punto i candidati, dopo essersi dipinti le mani di nero, si infilano i guanti ed iniziano a danzare: il dolore della puntura dicono sia paragonabile a quello di una pallottola. L’obiettivo del rito di iniziazione è tenere i guanti per almeno dieci minuti. Trascorso questo tempo, le mani dei giovani – ma anche parte delle braccia – sono temporaneamente paralizzate dal veleno delle formiche, e molti finiscono per crollare a terra sopraffatti dal dolore.

La Tucandeira è anche un rito propiziatorio, attraverso il quale l’indio può diventare un buon pescatore e cacciatore, avere fortuna nella vita e nel lavoro, essere un uomo forte e coraggioso e nonostante l’atroce agonia, viene accettato di buon grado dai giovani che sono costretti a ripetere il tutto per almeno 20 volte.

di Lorenzo Ceccarelli

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