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In Thailandia bombardano la giungla per combattere… la deforestazione –VIDEO

mercoledì, 12 aprile 2017

bombardano la giungla per combattere… la deforestazione

bombardano la giungla per combattere… la deforestazione

Bombardano la giungla per combattere… la deforestazione. Avete capito bene: non siamo però di fronte all’ennesimo paradosso bellico (vedi alla voce “la guerra per la pace”). Gli ordigni in questione, che vengono sganciati da aerei o droni, sono parte integrante di un progetto in atto in Thailandia che ha il fine di combattere la deforestazione crescente nella provincia di Phitsanulok.

L’operazione è stata ribattezzata ‘seed bombing’ ed è stata attuata dal governo per il rimboschimento della vegetazione entro il 2017. Negli ultimi vent’anni infatti, la maggior parte delle foreste dell’area del Mekong, il tratto fluviale reso famoso da “Apocalypse Now” che si estende tra Cina, Birmania, Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam – si sono ridotte drasticamente: circa il 50% della vegetazione è sparita.

Naturalmente alla base di questo stravolgimento decadente c’è l’azione dell’uomo che ha sfruttato l’area per fini agricoli o per ottenere legname da rivendere; se a tutto questo aggiungiamo il cambiamento climatico e l’aumento della popolazione possiamo avere un’idea del devastante impatto che ha avuto l’uomo su questo ecosistema.

Ecco che allora il governo ha deciso di correre ai ripari con un piano quinquennale di rimboschimento delle zone più martoriate. Come? Per vie aeree con bombe di…semi. Un velivolo sorvola l’area interessata sganciando piccole bombe composte da argilla, concime e semi della flora locale sistemate all’interno di capsule biodegradabili ideate per interrarsi alla stessa profondità con cui verrebbero poste con aratura tradizionale: con un solo volo aereo si possono far cadere anche 100.000 semi.

L’invenzione delle bombe di semi (seed bombs) è stata partorita da Masanobu Fukuoka, famoso botanico giapponese pioniere dell’agricoltura naturale e considerato il padre della permacultura. Tale procedura si può riassumere in tre fasi: seminare, pacciamare, raccogliere. Il saggio Fukuoka infatti considera erbicidi e pesticidi dei veleni (come dargli torto?). Preferisce così non utilizzare nessun prodotto chimico né macchinario agricolo affidando il ‘grosso’ del lavoro alla natura stessa.

I suoi progetti sono nati nella sua fattoria dove l’arzillo ed ingegnoso vecchietto ha deciso di andare contro corrente iniziando a sviluppare metodi semplici ma efficienti, come la pacciamatura. Tecnica che consiste essenzialmente nel creare palline di argilla, le cosiddette bombe contenenti semi da spargere sul campo, utilizzando la paglia che normalmente gli altri agricoltori bruciavano e la consociazione di piante azoto fissatrici o il Nengo-Dango. Fukuoka era convinto che, sparare bombe di semi di fiori in tutto il mondo era molto più utile che costruire industrie di fertilizzanti. Un equilibrio perfetto che solo così non viene toccato dalla mano dell’uomo.

La tecnica di Fukuoka è già stata utilizzata con successo in diverse parti del globo: i primi bombardamenti aerei di semi risalgono al 1930, quando alle Hawaii vennero rimboscate alcune zone delle montagne di Honolulu dopo che un incendio aveva devastato la vegetazione. L’idea di adottare su larga scala questa tecnica, invece, è del 1999 quando la Lockheed Martin, azienda attiva in settori di ingegneria aerospaziale e difesa, riuscì a piantare 900mila alberi in un giorno lanciando semi da un grande aereo militare. Un’idea che potrebbe essere sponsorizzata da un motto degno degli hippy anni ’60: invece di “mettete i fiori nei vostri cannoni”, “mettete i semi nelle vostre bombe”.

di Lorenzo Ceccarelli

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