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Il paese più freddo al mondo: si raggiungono -70 gradi

mercoledì, 28 dicembre 2016

Se il freddo di questi giorni vi sta facendo battere i denti ( e i prossimi giorni non andrà meglio, con temperature che scenderanno su gran parte d’Italia sotto zero: qui le previsioni), consolatevi pensando che c’è chi vive con temperature talmente fredde che non possiamo neanche immaginare. Avete idea di cosa voglia dire vivere con meno 70 gradi?

Eppure per quanto valori del genere sembrino incompatibili con la vita umana, circa 1000 persone vivono normalmente – o quasi – in quello che da statistiche ufficiali risulta essere il paese più freddo del mondo: Ojmjakon o Oymyakon, villaggio che si trova nella Russia siberiana.

Le temperature record ad Oymyakon

In quest’angolo di Siberia orientale presso il fiume Indigirka, nella regione di Sacha-Jacuzia, ben quattro città si contendono con i Poli il primato di luogo più freddo del mondo: Verchojansk, Ust’ Nera, Yakutz e Oymyakon. La media delle temperature minime da queste parti si attesta intorno ai meno 50 gradi in inverno. Da registrazioni più o meno ufficiali nel 1926 a Oymyakon si registrarono – 69,9 e nel 1900 (ma in questo caso l’affidabilità scende ulteriormente) addirittura -82 gradi. Pochi anni fa meno 74, ma è un dato con confermato da fonti ufficiali.

E d‘estate? Con la bella stagione si sta decisamente meglio: la minima è di 5 gradi e la massima di 18. Nel 2010 si registrò la temperatura record di 35 gradi, ma è stato un evento rarissimo. In generale in questa zona della Siberia la media annuale è di meno 10 gradi.

Una delle particolarità di Oymyakon, oltre al freddo record, è che il fiume dove sorge non si ghiaccia nonostante le temperature. Il villaggio fu costruito infatti sopra una sorgente termale il che rende le acque del fiume più calde. Non a caso il suo nome significa proprio ‘acqua che non si gela’.

La vita nel posto più freddo del mondo

Le temperature rigidissime rendono ovviamente difficile la vita per i cittadini di Oymyakon che però nonostante tutto riescono a condurre un’esistenza quasi normale. Certo con alcune privazioni. Ad esempio le case non hanno tubature interne (rischierebbero di scoppiare se si gelano) e spesso i bagni sono all’esterno. Al mercato non si trova frutta o verdura (impossibile coltivare), ma solo carne o pesce. Le automobili devono essere sempre riparate in garage riscaldati altrimenti non riuscirebbero a mettersi in moto. Problemi anche per le batterie dei cellulari che si gelano e non funzionano. Nonostante tutto ciò la vita va avanti. C’è un regolare ufficio postale, una banca, scuole, a Yakutz, che si trova a 1000 chilometri da Oymyakon, c’è anche un’università. D’estate poi è aperto l’aeroporto.

Qualche reporter di è spinto in questa regione della Siberia per capire come sia possibile vivere con queste temperature. Il fotoreporter neozelandese Amos Chapple cheè stato ad Oymyakon qualche anno fa ricorda: “Indossavo dei pantaloni leggeri quando per la prima volta sono uscito all’esterno, con una temperatura di – 47 °C. Ricordo che mi sentivo come se il freddo stesse fisicamente aggrappato alle mie gambe. L’altra sorpresa è stata che di tanto in tanto la mia saliva ghiacciava in aghi sottili che facevano il solletico alle mie labbra”.

 

Autore: Cini Silvia

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