Come prendersi un anno sabbatico e girare il mondo

(Thinkstock)
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Sognate di prendervi una pausa dal lavoro e mettervi a girare il mondo? Bene, potete farlo. Potete lasciare tutto, mettervi uno zaino sulle spalle e andare a conoscere Paesi nuovi e nuove culture. O magari andare a tentare la fortuna in qualche altra Nazione (qui i Paesi dove trasferirsi per vivere bene).

Nei Paesi anglosassoni il cosiddetto ‘anno sabbatico’ è una pratica piuttosto comune, non solo fra i giovani che terminato il ciclo di studi prima di iscriversi all’Università se ne vanno in giro per il mondo per conoscerlo e per capire meglio se stessi e cosa voler fare della loro vita, ma anche da lavoratori adulti. E’ il gap year, l’anno di pausa, che non necessariamente significa non fare nulla e stare in pausa, ma può essere anche un importante momento di crescita, di miglioramento e permettere così di tornare al proprio lavoro più vogliosi e capaci.

Se siete dei liberi professionisti, dei lavoratori autonomi, la scelta di prendere e partire dipende solo da voi. Potrete scoprire nuove opportunità per la vostra azienda, potrete vedere tutto da una nuova prospettiva, potrete stare meglio e far star meglio anche la vostra attività. E se siete lavoratori dipendenti? La legge 53 del 2000 permette a tutti i lavoratori pubblici e privati che abbiano maturato nella stessa azienda 5 anni di anzianità di richiedere un periodo di sospensione dal lavoro di 11 mesi per frequentare corsi e master, imparare una lingua straniera o per seguire progetti di cooperazione internazionale.

Ma nonostante la possibilità sono in pochissimi a richiederlo. L’aspettativa in Italia viene richiesta solo per motivi gravi di salute, per il resto il dipendente ha troppa paura di perdere il lavoro. Inoltre durante il periodo di sospensione il dipendente non percepisce lo stipendio, non incrementa i contributi, nè l’anzianità di servizio.

Eppure le esperienze di break vengono considerate favorevolmente in sede di assunzione, perché avere un lavoratore capace di reinventarsi ed evitare la stagnazione è una ricchezza per l’azienda.

Insomma, il mondo vi aspetta. E ce chi lo ha girato con poche decine di euro. Perché come dice un proverbio africano: ‘chi vuole davvero qualcosa trova una strada, tutti gli altri una scusa’.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.