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Palermo (Thinkstock)
Palermo (Thinkstock)

Palermo è una città di grande fascino e bellezza, ricchissima di monumenti e famosa per le sue chiese barocche. Una città antichissima dove si sono incrociati popoli e culture, lasciando il segno di questa stratificazione. Circondata dai monti e bagnata dal mare, la città offre un paesaggio unico, sia naturalistico che urbano. La cucina, poi, è ottima, con tante specialità da non perdere.

Tra le tante bellezze e i posti di Palermo da visitare, ce ne sono alcuni che forse sono meno famosi e che escono un po’ dagli itinerari turistici tradizionali. Noi di ViaggiNews vogliamo portarvi alla scoperta di questi luoghi tutti da scoprire.

La Palazzina Cinese

Palazzina cinese a Palermo (di tato grasso. CC BY-SA 3.0 via Wikicommons)
Palazzina cinese a Palermo (di tato grasso. CC BY-SA 3.0 via Wikicommons)

La Palazzina Cinese, detta anche Casina Cinese, è un luogo che i palermitani conoscono molto bene, ma che alle volte sfugge al grande turismo. Si tratta di un edificio molto bello e particolare che merita di essere visitato,. L’ingresso è gratuito. Si tratta di un’antica residenza reale dei Borbone realizzata dall’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia su una precedente casa in stile cinese da lui stesso costruita. La nuova residenza, come ci è giunta a noi, fu commissionata da Ferdinando IV di Borbone e i lavori iniziarono nel 1799. La particolarità della Palazzina sta ovviamente nello stile di gusto orientale, con sale interamente affrescate e decori che richiamano i temi cinesi. L’esterno della villa è dipinto con colori che vanno dall’ocra al rosa e nel giardino, sul retro, è situato un tempietto cinese. La residenza si trova vicino al Parco della Favorita.

Catacombe dei Cappuccini

Le catacombe dei Cappuccini a Palermo (Wikipedia, pubblico dominio)
Le Catacombe dei Cappuccini a Palermo (Wikipedia, pubblico dominio)

Un altro luogo imperdibile, anche se piuttosto terrificante e macabro, sono le Catacombe dei Cappuccini. Si tratta di un cimitero sotterraneo situato sotto il convento dei Cappuccini e la chiesa di Santa Maria della Pace. Le catacombe sono costituite da gallerie che furono scavate alla fine del XVI secolo. Qui si trovano le salme imbalsamate, appese o distese, di antichi cittadini di Palermo, soprattutto nobili o persone appartenenti ai ceti più elevati. Le salme non sono mai state inventariate, ma pare che in tutto ce ne siano circa 8.000. Lo spettacolo è molto impressionante e non adatto agli stomaci deboli. La salma più famosa, conservata in una teca, è quella di una bambina morta all’età di due anni, del 1920, Rosalia Lombardo. Uno degli ultimi corpi ad essere portato nel cimitero sotterraneo. La bambina morì di polmonite e il padre volle a tutti i costi la sua imbalsamazione. Il viso della piccola è perfettamente conservato e dà l’impressione che la bambina stia dormendo, per questo motivo è stata soprannominata la Bella addormentata.

Palazzo Mirto

Palazzo Mirto (Foto pagina Facebook Casa Museo Palazzo Mirto)
Palazzo Mirto (Foto pagina Facebook Casa Museo Palazzo Mirto)

Un sontuoso palazzo nobiliare, situato nel centro di Palermo, tra via Merlo e via Lungarini. Palazzo Mirto per circa quattro secoli è stato la dimora palermitana dell’antica famiglia nobile dei Filangeri, e poi dei Lanza Filangeri Principi di Mirto, da cui prende il nome. I Filangeri furono la più importante famiglia normanna in Sicilia e nel Mezzogiorno d’Italia. La struttura più antica del palazzo viene fatta risalire al XIII secolo, poi l’edificio subì numerose ristrutturazioni soprattutto tra la fine del XVI secolo e quella del XVIII secolo. Ulteriori rifacimenti furono compiuti nel corso del XIX secolo, fino alla forma attuale. Nel 1982 il palazzo è stato donato dalla nobildonna Maria Concetta Lanza Filangeri alla Regione Sicilia, per consentirne la fruizione al pubblico. Il palazzo è dotato di arredi molto ricchi, tra cui porcellane cinesi, lampadari di Murano, arazzi e una collezione di orologi antichi. Palazzo Mirto è diventato una casa museo e viene utilizzato per eventi culturali.

Villa Malfitano Whitaker

Villa Malfitano Whitaker (Dedda71. CC BY-SA 3.0. Wikicommons)
Villa Malfitano Whitaker (Dedda71. CC BY-SA 3.0. Wikicommons)

Si tratta di una elegante villa in stile neo-rinascimentale che si sviluppa su tre livelli. Deve il suo nome a Giuseppe Whitaker, imprenditore di origine inglese che si stabilì a Palermo nella seconda metà dell’Ottocento. Tra il 1885 e il 1889 fece costruire la villa, che oggi è sede della Fondazione Whitaker e ospita un museo dove si possono ammirare gli innumerevoli oggetti da collezione raccolti in vita dall’imprenditore durante i suoi numerosi viaggi. Le sale di Villa Malfitano Whitaker sono abbellite da ricche decorazioni, particolare menzione merita la “sala d’estate” affrescata da Ettore De Maria Bergler. Villa Malfitano ha un parco di ben 5 ettari, con giardini all’italiana e all’inglese. La vegetazione è costituita sia da piante locali che da piante rare provenienti da tutto il mondo. In un vivaio sono poi conservati circa 150 esemplari di orchidee.

Museo dell’Inquisizione di Palazzo Chiaramonte-Steri

Le scritte dei detenuti nelle prigioni di Palazzo Chiaromonte a Palermo (Wikipedia CC BY-SA 2.5)
Le scritte dei detenuti nelle prigioni di Palazzo Chiaromonte a Palermo (Wikipedia CC BY-SA 2.5)

Un altro luogo affascinante e carico di mistero sono le prigioni di Palazzo Chiaramonte-Steri (Steri, da Hosterium, palazzo fortificato), recentemente aperte al pubblico e chiamate anche Museo dell’Inquisizione, poiché il Palazzo fu sede dell’Inquisizione siciliana. La costruzione del Palazzo iniziò all’inizio del XIV secolo e fu la residenza di Manfredi Chiaromonte, conte del grande e potente feudo di Modica. Dagli inizi del XV secolo fino al 1517 fu la residenza dei Viceré spagnoli, poi sede della Regia Dogana e dal 1600 al 1782 ospitò il tribunale dell’Inquisizione.  Palazzo Chiaramonte fu restaurato negli anni cinquanta dall’architetto Carlo Scarpa e da altri architetti palermitani. Oggi è la sede del Rettorato dell’Università di Palermo. Di particolare interesse, oltre al bellissimo soffitto ligneo della Sala Magna, realizzato tra il 1377 e il 1380, sono le iscrizioni e i graffiti lasciati sulle pareti delle prigioni dai carcerati dell’Inquisizione. I graffiti sono stati scoperti, sotto l’intonaco, durante i lavori di restauro del Palazzo. Alcuni di essi rappresentano una rara testimonianza della presenza ebraica in Sicilia. Molti ebrei perseguitati dall’Inquisizione furono infatti furono rinchiusi in queste prigioni.

Valeria Bellagamba