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Capodanno 2016, il primo e l’ultimo del mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:58
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© KAZUHIRO NOGI/AFP/Getty Images)
© KAZUHIRO NOGI/AFP/Getty Images)

‘Cosa fai Capodanno?’. E’ questa una delle domande più agghiaccianti che ci si pone più spesso in questi giorni. Mancano infatti tre settimane all’ultimo dell’anno ed è il caso di iniziare a pensarci. Molte le offerte per una fuga all’estero (magari al caldo di qualche isola) oppure in una città Europea (per risparmiare bisogna prenotare subito) oppure in piazza in qualche città d’Italia (tante le manifestazioni) o ancora ad un concerto (qui tutti gli eventi) o per chi è in cerca di tranquillità alle terme.

Ma se questo 2015 non vedete l’ora che finisca potreste spostarvi sulla linea del tempo e volare dall’altra parte del mondo per essere fra i primi a salutare il 2016. O se invece al contrario a questo 2015 siete molto affezionati allora volate dalla parte opposta per essere fra gli ultimi abitanti della Terra a dire addio a questo anno.

Nella linea del tempo infatti c’è chi vedrà la prima alba del 2016 in anticipo di diverse ore rispetto a tutti gli altri.

Vediamo chi sono i primi e gli ultimi a salutare il 2016

I primi a salutare il 2016 sono gli abitanti di un piccolo isolotto del Pacifico, Kiritimati -Kiribati ( o Christmas Island) distante 15 mila km dall’Italia. Su questo isolotto passa la linea internazionale del cambiamento di data, una linea immaginaria sulla superficie terrestre istituita nel 1884. Il che significa che qui il nuovo giorno arriva sempre prima e rispetto a noi di ben 14 ore. Non a caso, vista la sua posizione non propriamente facile da raggiungere, è uno dei Paesi meno visitati del mondo ma che vale assolutamente la pena vedere.

Kiribati i primi a salutare l'arrivo del 2016
Kiribati i primi a salutare l’arrivo del 2016

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.