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Pompei (Thinkstock)
Pompei (Thinkstock)

La bellezza come si sa è fugace. Ci alcune meraviglie della storia e dell’arte destinate a scomparire, schiacciate dall’inesorabile trascorrere del tempo, ma anche da degrado e dall’abbandono. Tra queste moltissimi monumenti, che vanno visitati prima che siano inghiottiti nel nulla.

La Cnn ha individuato 25 siti al mondo da vedere al più presto. Tra questi due sono italiani: Pompei e la Reggia di Caserta.

La bellissima città romana di Pompei, conservata quasi per intero sotto la cenere del Vesuvio che la distrusse durante una terribile eruzione del 79 d.C., è da tempo vittima di crolli, che ne stanno minacciando l’esistenza. Per questo motivo la Cnn l’ha segnalata come sito da visitare assolutamente prima che sia troppo tardi. Sotto accusa un questo caso sono più il degrado e l’incuria che lo scorrere inesorabile del tempo. Il sito archeologico di Pompei è infatti oggetto da tempo delle preoccupazioni degli storici e degli archeologi per i gravi crolli che lo hanno colpito, in particolare quelli alla Casa dei Gladiatori e al Tempio di Giove, tra le parti più belle e visitate dell’antica città romana. “Senza un lavoro di messa in sicurezza dell’intera area e un sistema di drenaggio dell’acqua piovana, Pompei è destinata a crollare”, ha avvertito il capo della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco, Giovanni Puglisi.

Reggia di Caserta (Thinkstock)
Reggia di Caserta (Thinkstock)

L’altro capolavoro italiano dell’architettura che secondo la Cnn è in pericolo è, a sorpresa la Reggia di Caserta, opera del Vanvitelli. Anche questa bellezza italiana è stata di recente al centro delle cronache e delle polemiche, per via dell’incuria e del degrado che la circondano, in particolare nell’area antistante l’ingresso. I crolli purtroppo ci sono stati anche qui: una parte del soffitto è venuta giù un anno fa, mentre due piani sopra gli appartamenti storici ha ceduto un trave e il rischio, anche qui, è quello di infiltrazioni di acqua.

Monumenti gioiello, fragili e a rischio. Oltre ai capolavori italiani, altre bellezze storico-architettoniche nel mondo sono in pericolo e vanno visitate al più presto. Vediamo quali sono.

La Cupola della Roccia di Gerusalemme (Thinkstock)
La Cupola della Roccia di Gerusalemme (Thinkstock)

Un altro prezioso monumento in pericolo è la Cupola della Roccia di Gerusalemme, così classificata dall’Unesco già dal 1982, a causa dell’estenuante conflitto israelo-palestinese. La cupola, che domina tutti gli edifici di Gerusalemme, grazie anche alla sua doratura è il simbolo della città, sacra alle tre grandi religioni monoteiste, e si trova al centro del Monte del Tempio. Costruita da artisti bizantini nel settimo secolo dopo Cristi, tra il 687 e il 691, è ritenuta da alcuni l’edificio islamico più antico del mondo ancora oggi esistente. E’ minacciata dalla guerra tra palestinesi e israeliani.

El Deir a Petra (Wikipedia)
El Deir a Petra (Wikipedia)

Il sito archeologico di Petra, in Giordania, è minacciato dall’erosione della pioggia e del vento, oltre che dalle decine di migliaia turisti che giungono qui di continuo e che toccano la superficie dei monumenti scavati nella roccia come Il Monastero, El Deir (costruito tra il II e il I secolo a.C.), e El Khasneh (I secolo a.C.).

Terme romane a Beirut (Thinkstock)
Terme romane a Beirut (Thinkstock)

Sempre in Medio Oriente è minacciata dalla guerra la parte antica della città di Beirut, con le sue rovine dell’antica Roma e i palazzi storici. Parte della città è stata già distrutta dai bombardamenti di una guerra civile che si trascina da decenni. Come se non bastasse, le bellezze dell’antica città sono anche nel mirino degli immobiliaristi, che vorrebbero trasformare i palazzi storici in residence di lusso.

Hasankeyf, Turchia (Thinkstock)
Hasankeyf, Turchia (Thinkstock)

In Turchia è in pericolo l’antica città di Hasankeyf, che si affaccia sul fiume Tigri. Ancora una volta la minaccia si chiama “speculazione” e si tratta del folle progetto del governo di inondare completamente la zona con la costruzione di una diga. Nonostante le polemiche e le battaglie per impedire lo scempio, il governo turco è determinato ad andare avanti. Il progetto è quello di spostare letteralmente il sito e trasferire anche gli abitanti, prevedendo per loro un risarcimento.

Mali, Timbuctu, XII sec
Mali, Timbuctu, XII sec

In Africa, nello Stato del Mali, è minacciata, sempre dalla guerra, l’antica città di Timbuctù, Patrimonio dell’umanità dell’Unesco e addirittura proposta come una delle sette meraviglie moderne. Qui sono gli integralisti islamici di Al-Qaeda a rappresentare il pericolo maggiore. Le loro bombe hanno già causato il crollo di una parte della Moschea di Djingareyber, mentre nel 2012 durante un attacco terroristico sono andate distrutte due tombe antiche. Alle bombe si aggiungono poi i cambiamento climatici, in particolare la desertificazione della zona.

Isola di Mozambico (Wikipedia)
Isola di Mozambico (Wikipedia)

Sempre in Africa, l’Isola di Mozambico, al largo dell’omonimo Stato, è un altro bene Patrimonio dell’Umanità Unesco a rischio. Nel 1994 l’isola è stata devastata da un tifone, ma è soprattutto il turismo di massa a minacciare questo piccolo paradiso, bellezza naturalistica e architettonica, ex colonia portoghese.

Potosi (Bolivia ( foto di Gerd Breitenbach, da Wikipedia. Licenza: CC BY-SA 3.0)
Potosi (Bolivia ( foto di Gerd Breitenbach, da Wikipedia. Licenza: CC BY-SA 3.0)

In Bolivia è in pericolo l’antica città coloniale di Potosì, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Con i suoi 4.090 metri è una delle più alte città del mondo, tra le città coloniali la più alta al mondo. Potosì, situata nella montagna di Cerro Rico , è stata fondata dagli spagnoli nel 1546, è l’unica città americana citata nel celeberrimo poema epico cavalleresco Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes. Il motivo della citazione è dovuto alle ingenti ricchezze di Potosì, per via dell’estrazione mineraria dell’argento, tanto che in spagnolo esiste il detto “vale un Potosì”, ovvero, “vale una fortuna”. Tuttavia è proprio l’attività mineraria, continuata per quasi cinque secoli, a minacciare la sopravvivenza di questa città. La montagna, consumata, è in cattive condizioni e rischia di crollare.

Infine tra le altre costruzioni minacciate ci sono le tradizionali case giapponesi “Michiya”, del XVII secolo, , che vengono sempre più rimpiazzate da edifici moderni e non se ne possono costruire di nuove, per via di un divieto assurdo che risale alla Seconda guerra mondiale. Alcune società private però hanno iniziato a ristrutturarle per farne degli appartamenti turistici.

Negli Stati Uniti a Cincinnati, una stazione dei treni degli Anni Trenta è ritenuta uno dei luoghi storici più in pericolo del Paese e ha bisogno di essere ristrutturata

In Russia, a Mosca, la “Casa di Melnikov”, un edificio cilindrico costruito nel 1929 dall’architetto d’avanguardia Kostantin Melnikov, rischia di crollare, per colpa dei vicini scavi effettuati per la costruzione di un parcheggio sotterraneo.

Infine, in Europa è a sorpresa il Regno Unito il Paese con più siti di interesse storico-culturale a rischio: i contenitori del gas vittoriani; la stazione degli autobus di Preston nel Lancashire; la città marittima e mercantile di Liverpool, la centrale elettrica di Battersea, a Londra; i cosiddetti “Giardini di Robin Hood”, sempre a Londra. Nella capitale britannica è a rischio anche la strada georgiana di Kentish Town, chiamata “Piccola strada verde” e risalente al 1780. Il gruppo musicale rock dei Kinks le ha dedicato il video della canzone “Dead End Street” del 1966.

Poi ci sono gli antichi lampioni a gas di Berlino, risalenti a fine Ottocento, esempio dello stile urbano dell’epoca. L’amministrazione vorrebbe sostituirli con un’illuminazione più moderna, ma c’è chi si oppone al progetto e vuole conservarli. Sono più di 40mila.

A cura di Valeria Bellagamba