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Santorini grecia
Santorini (Grecia)

ViaggiNews vi ha già spiegato cosa sta succedendo in Grecia e ha aderito all’appello lanciato sul quotidiano britannico Guardian per andarci in vacanza, respingendo tutti i toni allarmistici degli ultimi giorni.

Tuttavia è bene tenere conto delle conseguenze e dei possibili rischi a cui possono andare incontro i turisti se la Grecia dovesse uscire dall’euro mentre sono là in vacanza. Una ipotesi che ci auguriamo non si verifichi e che sembra essere scongiurata, stando alle indiscrezioni che trapelano da Bruxelles e che darebbero per raggiunto l’ok della Ue sul piano di riforme presentato nelle ultime ore dal governo di Atene.

In attesa di notizie definitive, vediamo quali sono i possibili inconvenienti

Problema denaro liquido

Al momento, e come abbiamo ripetuto, i turisti non hanno limiti nei prelievi di contante ai bancomat, laddove gli sportelli non siano esauriti. Così come non ci sono limitazioni per le carte di credito emesse all’estero. Se però la Grecia dovesse uscire dall’Euro, i problemi sarebbero seri: i bancomat potrebbero restare vuoti, mentre ristoranti, bar ed esercizi commerciali potrebbero non accettare più le carte di credito. Il consiglio è dunque quello di portarsi dietro una scorta di contanti, che saranno anche graditi dagli esercenti, visto che la moneta liquida circola meno. I problemi poi saranno ridotti al minimo se si acquistano pacchetti vacanze tutto compreso pagati in anticipo.

Se la Grecia dovesse andare in default ed uscire dall’euro, la Banca centrale nazionale potrebbe emettere una moneta alternativa, una specie di “pagherò”, che però sarà valida solo in Grecia. Per cui chi dovesse riceverla come resto di qualche pagamento dovrebbe avere l’accortezza di spenderla interamente in Grecia.

Chiusura delle banche, di uffici pubblici ed esercizi commerciali

Le banche sono chiuse ormai da quasi due settimane, dalla fine di giugno, quando Alexis Tsipras ha indetto il referendum sulle misure chieste dall’Europa. I disagi per chi ha bisogno di servizi finanziari ci sono dunque già da un po’, ma valgono soprattutto per i cittadini. Se la Grecia dovesse uscire dall’euro, il problema si aggraverà e c’è anche il rischio che chiudano gli uffici pubblici, quelli postali, i musei e anche gli esercizi commerciali privati. Chiusure che potrebbero essere determinate sia da ragioni di ordine pubblico, per un eventuale caos scatenato dal default, che per difficoltà nel pagare i dipendenti o i fornitori per il blocco della circolazione di moneta.

Medicinali e acqua

Il rifornimento delle farmacie è l’aspetto che più può preoccupare i turisti. Il Ministero greco del turismo ha fatto sapere che il Paese è fornito di medicinali per 90 giorni, quindi fino a alla fine della stagione turistica e non dovrebbero esserci particolari problemi. Il consiglio, comunque, è quello di portarsi dietro le medicine di cui si fa uso abituale e a cui non si può rinunciare. Per quanto riguarda i generi di prima necessità, la Grecia è un Paese agricolo, quindi il cibo non dovrebbe scarseggiare. Potrebbero verificarsi problemi, invece, nelle isolette greche che hanno bisogno di costante rifornimento di acqua.

Benzina e altri carburanti

L’eventuale uscita della Grecia dall’euro potrebbe lasciare il Paese a secco di benzina e altri carburanti, perché con il default non potrebbe pagare gli approvvigionamenti. I traghetti, aerei di compagine elleniche e gli altri mezzi di trasporto rimarrebbero fermi e questo per i turisti sarebbe un grave problema, perché rischierebbero di rimanere bloccati su una delle tante isolette. Anche fare rifornimento con la propria auto alle pompe di benzina potrebbe essere difficile. Anche in questo caso, comunque, il governo ha rassicurato sulle scorte sufficienti di carburante, sia per la Grecia continentale che per le isole. In ogni caso saranno i mezzi di trasporto dei Paesi di origine ad andare a prendere i propri connazionali bloccati.

Come dicevamo, tuttavia, si tratta di scenari non impossibili, ma allo stato delle cose poco probabili.

Valeria Bellagamba