Google Street View, le immagini più divertenti dal mondo

googleGoogle Street View, il sistema Google che ti permette di vedere davvero la strada che cerchi, il luogo che stai visualizzando sull’app Maps, è stata un’invenzione rivoluzionaria. Semplice, ma geniale. Una macchina con una telecamera sul tetto che passa e riprende tutto e poi riversa il contenuto online. Comodissima se volete controllare ad esempio la via del vostro albergo, magari per darvi un’idea di come sia la zona e se davvero davanti all’albergo ci sia quanto affermato (‘vista mare o a due passi dalla metro’). Utilissima per aiutare i turisti a risconoscere le strade ed avere dei punti di riferimento. Insomma un’app quasi  irrinunciabile per un viaggiatore.

Semplice, geniale, ma – non va dimenticato – molto discutibile. Già perché riprendere tutto, significa intrufolarsi nella privacy delle persone, immortalare per sempre e donare al mondo intero situazioni che si vorrebbe magari restassero private. Immaginate ad esempio che Google Street view riprenda una macchina parcheggiata sotto una casa. Una moglie vede Google Street View, riconosce quella macchina come quella di suo marito e riconosce che la casa sotto la quale è parcheggiata è quella dell’amante. Avete idea delle conseguenze? E questo solo un banalissimo esempio a cui Google ha ovviato nascondendo le targhe delle automobili. Ma pensate possa bastare? Probabilmente no.

Google Street View offre anche spunti però divertenti. L’artista Jon Rafman ha raccolto, nel suo progetto “Nine Eyes Of Google Street View”, le foto più assurde e divertenti finite nell’obiettivo di Google Street View. Ecco una selezione di 12 foto.

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.