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In questo paese fanno ballare letteralmente i propri morti -VIDEO

sabato, 22 aprile 2017

In questo paese fanno ballare letteralmente i propri morti

In questo paese fanno ballare letteralmente i propri morti

I culto dei morti svolge un ruolo centrale in moltissime culture: rendere omaggio ai propri defunti rappresenta un dovere imprescindibile e centrale in una moltitudine di civiltà. Tra queste un posto d’onore spetta alle popolazioni del Madagascar , custodi di una cerimonia antica conosciuta con il nome di Famadihana.

Ogni anno, dall’inizio di giugno alla fine di settembre, di villaggio in villaggio, le tombe vengono aperte e i vivi fanno letteralmente ballare i loro morti durante grandi feste.
Il rito viene chiamato impropriamente “seconda sepoltura” ma il rituale della famadihana di un antenato è qualcosa di molto più complesso: la famiglia impiega ben cinque anni ad organizzarlo.

Il lasso di tempo può variare a seconda dei soggetti: la tradizione vuole che siano proprio i defunti ad apparire in sogno ai vivi e dare il là alle preparazioni.

Questa cerimonia costa carissimo alle famiglie (per ben tre giorni bisogna offrire banchetti a tutti i parenti, agli abitanti del villaggio). Tutti i membri della comunità contribuiscono infatti all’esborso economico. Dopo una cerimonia durante la quale si chiede il parere degli antenati gli sciamani legati alla famiglia fissano il giorno e l’ora dell’inizio e della fine delle feste di famadihana.

Il giorno convenuto si aprono le tombe e si avvolgono gli antenati in sudari: quando i cadavere sono all’aperto vengo afferrati agli amici e fatti ballare vorticosamente. Le salme prendono parte alla festa: partecipano al banchetto, vengono interrogati e assistono agli spettacoli musicali. Alla fine dei tre giorni avviene la sepoltura definitiva. Dall’esterno può sembrare macabro ma si tratta di una manifestazione d’amore nei confronti dei propri cari.
Di Lorenzo Ceccarelli

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