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Guida storica e pratica a Medjugorje: un miracolo a portata di mano

martedì, 10 gennaio 2017

Era il 25 giugno del 1981, più o meno intorno alle ore 18 circa. Proprio in quel preciso istante hanno inizio le apparizioni della Madonna a Medjugorje.

Sei giovani della parrocchia di Medjugorje (Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Ivan Ivankovic e Milka Pavlovic,questi ultimi due solo in questo giorno), vedono sulla collina Crnica (nella frazione di Biakovici, una delle quattro che formano il villaggio di Medjugorje), nel luogo chiamato Podbrdo, un’apparizione, una figura bianca con un bambino nelle braccia. Sorpresi e spaventati, non si avvicinano ad essa.

Il giorno dopo alla stessa ora, il 25/06/1981, quattro di loro, Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic ed Ivan Dragicevic, si sentono fortemente attirati verso il posto dove, il giorno precedente, hanno visto quella che hanno riconosciuto come la Madonna. Marija Pavlovic e Jakov Colo li raggiungono. Il gruppo dei veggenti di Medjugorje e’ cosi formato. Pregano con la Madonna e parlano con essa. Da questo giorno hanno le apparizioni quotidiane, insieme o separatamente. Milka Pavlovic ed Ivan Ivankovic non hanno mai piu visto la Vergine.

Medjugorje: cosa fare e cosa vedere

Međugorje (pronuncia croata e bosniaca [ˈmɛdʑu.ɡɔːrjɛ]), scritto anche Medjugorje, è un piccola località del comune di Čitluk, oggi parte del cantone dell’Erzegovina-Narenta, della Federazione di Bosnia-Erzegovina, in Bosnia-Erzegovina.

Il paese si trova ad un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare, e ha un clima tipicamente mediterraneo. I suoi cittadini sono prevalentemente di etnia croata, e di numero circa pari a 4000 abitanti.

Il paese è la frazione principale di una parrocchia formata da cinque villaggi: Međugorje, Bijakovići, Vionica, Miletina e Šurmanci, con popolazione a maggioranza croata e cattolica, ed è situato alla base di due colline, il Križevac e il Podbrdo (il nome Međugorje significa proprio “fra i monti”). Il suo patrono è San Giacomo.

A est del paese, nella valle del Narenta, è sito sin dal 1566 un monastero serbo-ortodosso di Žitomislić. Una lapide del medioevo é presente nel cimitero cattolico Groblje Srebrenica nel centro di Miletina. Sempre a Miletina sono stati rinvenuti dei resti dell’impero romano.

La parrocchia cattolica di San Giacomo fu eretta nel 1892 dal vescovo di Mostar, Paškal Buconjić. Il crocifisso alto ben dodici metri, posto sul monte della Croce, anche noto come Križevac, completa la Via Crucis križni put. Fu completata nel 1934.

Momenti storici cruciali

Nel 1992 il paese di Međugorje fu il punto di partenza della pulizia etnica da parte del consiglio di difesa croato durante la guerra locale, che voleva la completa distruzione del monastero serbo-ortodosso di Žitomislić . Dal 1993, i signori della guerra croati costruirono cinque campi di concentramento, tra cui quello di Dretelj , dove prigionieri serbi e bosniaci furono torturati e uccisi. La collina delle apparizioni, il Podbrdo, di proprietá dell’Ordine francescano, fu usata come zona per testare lanciagranate, dalla milizia locale.

Il 2 aprile 1995 all’apice del conflitto con la diocesi locale, il vescovo Ratko Perić fu rapito dai miliziani croati, percosso e e portato alla cappella dove fu tenuto in ostaggio per dieci ore. Grazie all’aiuto della Forza di protezione delle Nazioni Unite, il maggiore di Mostar riuscí a liberare il vescovo senza spargimenti di sangue. I taccuini di guerra di Ratko Mladic rappresentano una testimonianza unica del conflitto in Bosnia Herzegovina (aprile 1992-dicembre 1995), sono la guerra vista dalla parte serba. Mladic vi annotava le riunioni dello Stato maggiore, i suoi appuntamenti con politici e diplomatici, gli acquisti di armi. L’uomo responsabile dell’assedio di Sarajevo e del massacro di Srebrenica scriveva poco delle sue personali impressioni, dei suoi pensieri e delle sue riflessioni ma riportava con cura quanto gli veniva raccontato dai vari interlocutori.

I taccuini erano stati trovati dalla polizia nel corso di due sopralluoghi al domicilio della moglie di Mladic, nel dicembre 2008 e poi nel febbraio di quest’anno. La donna li aveva nascosti nel granaio della casa di Belgrado. Il Tribunale penale internazionale dell’Aja li ha esaminati e registrati come autentici nell’agosto scorso.

Dopo la fine della guerra, finalmente ritornó la pace; truppe dell’ONU furono stanziate nell’ovest della Herzegovina. Gli sforzi del politico Ante Jelavić di creare un’entitá croata furono inutili, e Međugorje rimase parte della Federazione di Bosnia-Erzegovina.

Il piccolo borgo ebbe un boom economico; in pochi anni migliaia di alberghi furono eretti per far fronte al crescente numero di pellegrini. Infatti il villaggio di Medjugorje é visitato ogni anno da più di un milione di pellegrini da tutto il mondo che si recano per visitare i posti delle apparizioni.

Come arrivarci:

A Mostar si trova un aeroporto internazionale, distante circa 20 chilometri da Međugorje. Questo fu chiuso nel 1991 e riaperto ad uso civile nel 1998, altra opzione l’aereoporto di Spalato e pulman circa 3 ore di viaggio da Spalato, con pulman che partono dalla mattina alle 6.

La rete stradale invece, giá dopo la guerra jugoslava fu espansa.

Come linea ferroviaria, il vicino centro di Neretva ha una sua stazione ferroviaria, posta lungo la linea Ploče-Sarajevo.

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