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Rischio tsunami in Italia: ecco dove

mercoledì, 28 settembre 2016

Tsunami (Igor Zhuravlov, iStock)

Tsunami (Igor Zhuravlov, iStock)

Rischio tsunami. Anche le coste italiane possono essere a rischio tsunami. Un terremoto o un vulcano sottomarino potrebbero scatenare un maremoto letale. Del resto è già avvenuto, con il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, una catastrofe naturale che causò tra le 90.000 e le 120.000 vittime. Un bilancio aggravato dal maremoto.

Proprio nel Mar Tirreno, tra Sicilia, Calabria e Campania esiste un rischio concreto di tsunami, secondo gli scienziati. Il maremoto potrebbe essere causato dal vulcano sommerso Marsili, situato nel fondale del Tirreno meridionale, al largo tra la costa del Cilento e quella della Calabria e sopra le Isole Eolie. Si tratta del vulcano più attivo del Mediterraneo. Se si risvegliasse in modo violento, potrebbe causare uno tsunami gigantesco che in appena mezz’ora travolgerebbe la coste della Campania, della Calabria e della Sicilia settentrionale, sena lasciare scampo agli abitanti e mietendo un altissimo numero di vittime. Avvertono gli esperti del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli e dell’Ingv.

Lo scorso 21 settembre, non lontano dal vulcano si è verificato un terremoto di magnitudo 3.2 sulla scala Richter. Un sisma che non è stato avvertito lungo la costa perché è avvenuto in profondità.

“Il Marsili è un vulcano attivo che sta nel mare. Il pericolo di una esondazione è reale. Il vulcano c’è e non è spento. Siamo a rischio”, ha dichiarato Francesco Dramis, professore di Geomorfologia presso l’Università Roma Tre.

“ll Marsili è attivo per cui può risvegliarsi in qualsiasi momento. Lo stesso discorso vale per il Vesuvio a Napoli. In caso di allarme la gente non farebbe neanche in tempo a scappare“, sottolineano gli esperti. I geologi comunque monitorano costantemente le attività del vulcano.

Rischio tsunami: il vulcano Marsili – VIDEO

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