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Terremoti. Perchè non si possono prevedere queste scosse? La risposta

giovedì, 25 agosto 2016

ReNass (Reseau National de surveillance sismique, located in STrasbourg) website shows the graphic of the earthquake in Peru 15 August 2007 which reached 7,9 on Richter Scale. A powerful earthquake devastated several Peruvian cities killing at least 337 people in toppled buildings and forcing the government to declare a state of emergency.     AFP PHOTO OLIVIER MORIN (Photo credit should read OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

 (Photo credit should read OLIVIER MORIN/AFP/Getty Images)

Gianvito Graziano, del consiglio nazionale dei geologi, intervistato da Sky Tg 24, ha cercato di rispondere alla domanda che tutti si fanno dopo un terremoto tragico come questo: “Perchè non si può prevedere?”

Dobbiamo immaginare il nostro Appennino come un puzzle, composto da tante tessere, che si muovono scontrandosi e in qualche caso allontanandosi – ha spiegato il dottor Graziano – Abbiamo la placca africana che spinge verso quella europea, i fenomeni vulcanici e la sismicità di quella zona sono dovuti a questa zona di pressione e tutto l’Appennino subisce le compressione. Le faglie hanno una magnitudo attesa e non hanno una soluzione di continuità, si muovono in modo indipendente per questo è impossibile prevedere dove sarà il prossimo terremoto.   Li si possono studiare, ma capire come si evolverà lo sciame sismico è estremamente complesso”.

 

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