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Allarme Isis in Italia, le forze dell’ordine si preparano a

venerdì, 29 luglio 2016

Polizia a Fiumicino (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Polizia a Fiumicino (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Allarme terrorismo. Per mettere al sicuro i luoghi pubblici, istituzionali, turistici e comunque affollati, i governi di tutta Europa stanno rafforzando le misure di sicurezza. L’Isis purtroppo è una minaccia concreta e tra attentati organizzati e lupi solitari si deve mantenere alta la guardia. I recenti attacchi in Francia e in Germania costringono i governanti europei ad alzare l’allerta. Mentre in Francia viene prolungato lo stato di emergenza fino al 2017 e Hollande pensa alla creazione di una Guardia nazionale, in Germania anche la cancelliera Angela Merkel ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza.

In Europa saranno intensificati gli scambi di informazioni tra le polizie nazionali e sarà attivato un centro europeo per la lotta al terrorismo “presso Europol“, l’ufficio di polizia europea.

Anche l’Italia sta intervenendo con misure specifiche. In primo luogo con l’espulsione di soggetti pericolosi e radicalizzati. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato, durante una conferenza stampa a Roma, “altre due espulsioni”. Durante il question time davanti al Senato, Alfano ha spiegato che sono 102 le espulsioni di “soggetti evidenziati per radicalizzaione o sostegno ideologico alla jihad” avvenute in Italia dal primo gennaio 2015. Di questi 102 espulsi, 8 erano imam, ha aggiunto.

Riguardo alle misure di sicurezza e ai luoghi da proteggere, il Ministro dell’Interno ha spiegato: “Noi abbiamo un elenco che non è fisso degli obiettivi ‘sensibili’: durante questi anni di mia presenza al Viminale più volte ho invitato i prefetti a rivalutare gli obiettivi sensibili del loro territorio perché un obiettivo non è stabilmente in una condizione di rischio. Ho chiesto, e ottenuto, dai prefetti una rivalutazione dei profili di rischio dei singoli obiettivi per singoli territori”. “La nostra strategia – ha continuato – prevede una sicurezza e un controllo dei siti e degli obiettivi a rischio, che vengono individuati sulla base delle valutazioni dei nostri organismi tecnici, territorio per territorio“.

Parlando poi dei migranti, Alfano ha detto che “il sistema europeo arriverà al collasso se non funzionerà il rimpatrio degli irregolari. Lo stiamo dicendo da mesi e speriamo di non essere facili profeti. Se lo schema è quello di trattenere gli irregolari in centri chiusi in vista del rimpatrio e questi non funzionano, per quanto tempo dovrebbero rimanere lì?”, si è chiesto il ministro. Una domanda che “dovrebbe interessare l’Europa intera”, ha sottolineato. Una situazione che può portare l’opinione pubblica ad “una crisi di rigetto che si potrà sempre più manifestare in termini di razzismo, xenofobia e violenza. Non solo in Italia ma anche in Europa”. Ha avvertito il Ministro.

Alfano ha aggiunto che nel 2015 “le domane di rigetto per lo status di rifugiato in Italia sono arrivate a circa il 60% mentre il 40% è meritevole di una forma di tutela prevista dall’ordinamento giuridico”. Un trend che registra rispetto al 2014 “una inversione di tendenza”.

Allarme terrorismo: impossibile rischio zero

Infine, sull’allarme terrorismo, Alfano ha ricordato che non esiste il rischio zero, ma che il Viminale e le forze dell’ordine sono al lavoro per assicurare il massimo della prevenzione.

Il Ministro dell’Interno Alfano sul rimpatrio dei migranti irregolari – VIDEO

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