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Paesi pericolosi: gli avvisi dalla Farnesina

sabato, 23 luglio 2016

Getty Images

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Paesi pericolosi. A causa della forte instabilità internazionale viene aggiornata di continuo la mappa dei Paesi pericolosi nel mondo. Attentati terroristici, sparatorie, colpi di Stato ci restituiscono l’immagine di un mondo sconvolto, dove è bene viaggiare con molta cautela. A questo proposito sono indispensabili gli avvertimenti dell’Unità di Crisi della Farnesina, con gli avvisi sui Paesi da evitare e quelli dove usare la massima prudenza. Vediamo gli ultimi aggiornamenti.

Paesi pericolosi nel mondo

Germania

Monaco di Baviera. Spari al centro commerciale Olympia Einkaufszentrum(OEZ)

A seguito di una sparatoria avvenuta la sera del 22 luglio presso il centro commerciale Olympia Einkaufszentrum (OEZ) a Monaco di Baviera, la situazione sta tornando alla normalità e i mezzi pubblici funzionano regolarmente. Si raccomanda comunque di mantenere un atteggiamento vigile e di seguire eventuali indicazioni delle autorità locali.
Si consiglia di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito: DoveSiamoNelMondo.
Per informazioni ed emergenze contattare il Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera al numero: 0049 172 833 20 99.

Turchia

Tentato golpe in Turchia. Situazione di sicurezza

Le autorità turche hanno decretato lo stato d’emergenza per tre mesi. Si raccomanda ai connazionali la massima cautela negli spostamenti, portando sempre con sé un valido documento di riconoscimento ed eventuali titoli di soggiorno in Turchia, e di tenersi informati sui media internazionali e locali sugli sviluppi della situazione.

Manifestazioni sono ancora previste in alcune zone centrali di Ankara. Diverse azioni ritorsive e dimostrative hanno avuto luogo contro obiettivi politici ed istituzionali a Istanbul e contro edifici religiosi a Malatya e Trabzon. Si consiglia pertanto di evitare manifestazioni e assembramenti.

Solo per emergenze contattare l’Ambasciata ad Ankara ai numeri: +90 532 374 81 77 e +90 534 074 33 63, il Consolato Generale a Istanbul al numero 00905554585844 e il Consolato a Smirne al numero +905326773273.

Si raccomanda altresì di seguire gli aggiornamenti forniti tramite gli account Twitter dell’Ambasciata ad Ankara (@ItalyinTurkey) e del Consolato a Smirne (@ItalyinIzmir)

Armenia

Assalto ad una stazione di polizia a Erebuni (periferia meridionale di Jerevan)

È ancora in corso l’occupazione di una stazione di polizia a Erebuni (periferia meridionale di Jerevan) da parte di un gruppo di uomini armati. Momenti di tensione si sono registrati nelle immediate vicinanze dove alcune centinaia di persone si sono radunate a sostegno degli assalitori con scontri con le forze dell’ordine.
Si raccomanda ai connazionali di evitare la zona, di esercitare massima cautela, di tenersi informati sull’evolvere della situazione sui media locali ed internazionali e di seguire scrupolosamente le indicazioni della autorità locali.
In caso di emergenza chiamare l’Ambasciata d’Italia a Jerevan al numero 0037491415244.

A causa del perdurare del conflitto con l’Azerbaigian sul Nagorno Karabakh si ribadisce che è del tutto sconsigliato visitare le zone di confine tra i due Stati. Si sono infatti verificati scontri a fuoco tra gli eserciti armeno-nagornino ed azero, anche vicino alla frontiera, in punti quali la regione di Tavush. La permanenza nelle zone di confine tra i due Stati è vivamente sconsigliata anche per la possibile presenza di campi minati. E’ particolarmente consistente la presenza di militari.

Si sottolinea che il Nagorno Karabakh si trova al di fuori della circoscrizione consolare dell’Ambasciata d’Italia in Jerevan, la quale pertanto si trova impossibilitata ad intervenire a favore di connazionali in difficoltà in quella regione.

Venezuela

In Venezuela si verificano numerose manifestazioni di protesta, con accresciuta intensità negli ultimi mesi, che stanno determinando un sensibile deterioramento delle condizioni di sicurezza (Il governo del Venezuela ha imposto lo stato di emergenza in tutto il Paese il 13 maggio 2016).
Si suggerisce pertanto di posticipare, almeno temporaneamente, viaggi non necessari nel Paese.
Si invitano inoltre i connazionali presenti in Venezuela a segnalarsi presso la rappresentanza diplomatica, a mantenere un atteggiamento ispirato alla massima prudenza, ad evitare ogni possibile assembramento o manifestazione e a mantenersi sempre aggiornati sull’evoluzione della situazione.
La generale situazione in Venezuela permane estremamente precaria, con episodi di criminalità largamente diffusi che si verificano con sempre maggiore frequenza. Si continuano a registrare infatti, numerosi casi di rapine a mano armata a danno di visitatori stranieri, talvolta con esiti tragici, oppure sequestri a scopo di estorsione (che hanno coinvolto anche cittadini italiani residenti). Gravi problemi di sicurezza si riscontrano nelle aree al confine con la Colombia ove si sconsigliano viaggi a qualsiasi titolo (Stati di Zulia, Táchira ed Apure), nonché nelle aree minerarie dello Stato Bolívar.
Particolarmente interessate da tali fenomeni sono i grandi centri urbani come la capitale Caracas (situazioni di rischio si sono verificate anche nella zona aeroportuale e nel tragitto che conduce dall’aeroporto al centro città, che si sconsiglia di percorrere durante le ore notturne), Maracaibo e le altre principali città del Paese. Episodi di criminalità, ancorché con minore frequenza, anche nelle località a tradizionale vocazione turistica del Paese.

Territori Palestinesi

Situazione di sicurezza
Si raccomanda di prestare la massima attenzione verso possibili situazioni di tensione all’interno e intorno alla Città Vecchia di Gerusalemme e di seguire le indicazioni delle Autorità locali.

Paesi pericolosi: allarme meteo in Cina

Repubblica Popolare Cinese

Forti piogge a Pechino, Tanjin e nella provincia di Hebei

Le forti precipitazioni dei giorni scorsi a Pechino, Tanjin e la provincia di Hebei sono in diminuzione. L’aeroporto di Pechino è di nuovo operativo, persistono tuttavia disagi e ritardi nel trasporto aereo.
Si raccomanda ai connazionali cautela e di verificare in ogni caso lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto.
http://www.nmc.cn/typhoon/

I Paesi pericolosi o con il più alto rischio di terrorismo

BELGIO – Le Autorità belghe continuano a valutare la minaccia terrorista come “possibile e verosimile” sebbene “non imminente”. I connazionali sono invitati a esercitare massima prudenza negli spostamenti in luoghi pubblici, a tenersi aggiornati sulla situazione di sicurezza nel Paese e a seguire le indicazioni delle autorità locali.

FRANCIA – Dopo l’attentato di Nizza il livello di allerta si è nuovamente innalzato. Per chi si debba recare a Nizza e nella Costa Azzurra si invita a prestare la massima cautela e continuare a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali. La Farnesina invita i connazionali ad esercitare cautela negli spostamenti e ad attenersi alle indicazioni delle Autorità francesi. Le Autorità francesi hanno intensificato i controlli ed hanno adottato altre misure considerate opportune nei luoghi ritenuti “sensibili” a possibili atti terroristici, come aeroporti, stazioni, metropolitane, grandi centri commerciali e, in generale, luoghi ad elevata frequentazione, a Parigi ed in altri centri urbani.

TURCHIA – Si susseguono ormai da tempo attentati terroristici di diversa matrice in varie parti del Paese. Le stesse Autorità turche hanno elevato il livello di allerta e rafforzato le misure di sicurezza in tutta la Turchia a garanzia della presenza straniera e mantengono un esteso monitoraggio della situazione. Inoltre, le Autorità hanno ripetutamente diramato segnali di allerta per possibili attentati diretti contro le infrastrutture di trasporto pubblico (incluse la rete metropolitana e le linee di trasporto urbane di Istanbul) e per possibili attentati diretti contro luoghi di culto ed associazioni e fondazioni a carattere religioso.
Si raccomanda pertanto di esercitare in tutto il Paese, soprattutto nei luoghi di attrazione turistica, ivi comprese le principali località balneari e le più note mete turistiche all’interno del Paese (es. la Cappadocia), accresciute misure di cautela, limitando gli spostamenti, evitando manifestazioni, celebrazioni e assembramenti, installazioni militari e delle Forze dell’ordine, luoghi ad elevata frequentazione, luoghi di culto ed associazioni e fondazioni a carattere religioso, nonché la rete metropolitana e dei trasporti pubblici, in particolare nei centri urbani, dove non può essere escluso il rischio di ulteriori attentati terroristici.

TERRITORI PALESTINESI – I Territori dell’Autonomia Palestinese costituiscono un’area di crisi che comporta rischi per la sicurezza dei viaggiatori. In Cisgiordania, si segnalano frequenti incidenti tra esercito israeliano e popolazione palestinese, le aree a nord di Jenin e Nablus e quelle nei dintorni di Hebron presentano livelli di rischio più elevato e continuano pertanto a essere sconsigliati viaggi in tali zone, soprattutto se intrapresi con iniziative improvvisate al di fuori di visite coordinate da organizzazioni locali. Per la città di Betlemme, occorre considerare che in occasione delle festività religiose il flusso dei visitatori aumenta notevolmente. Si raccomanda pertanto di organizzare con cura i soggiorni sui quali, soprattutto per i pellegrini, si potrà fare affidamento alle numerose strutture religiose in loco. Si sconsiglia pertanto nella maniera più assoluta l’ingresso nella Striscia di Gaza. Per quanti siano già presenti nella Striscia di Gaza, si sottolinea la necessità di uscirne al più presto e comunque di tenere costantemente aggiornato il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme riguardo il loro ingresso.

EGITTO – In considerazione del deterioramento della generale situazione di sicurezza registrato nel Paese, si rinnova la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell’Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo, ove mantenere comunque elevata la soglia di attenzione in quanto, seppur sottoposti a controllo da parte della autorità di sicurezza, non possono essere considerati completamente immuni da possibili minacce.

TUNISIA – A seguito degli attentati dell’ultimo anno, le Autorità tunisine hanno innalzato il livello di allerta in tutto il Paese comprese le aree ad elevata presenza turistica ed adottato nuove misure anti-terrorismo quali il rafforzamento dei controlli di sicurezza in città e nel resto del Paese con una maggiore presenza delle forze armate nei siti sensibili e nei luoghi che possono essere obiettivo di attacchi terroristici. Lo stato di emergenza decretato il 24 novembre 2015 è stato prorogato sino al 20 settembre 2016. Un dispiegamento di forze dell’ordine è presente anche sulle principali arterie stradali del Paese, nelle principali aree urbane e nella Capitale. Sono attivi posti di blocco con personale di polizia armato – anche in borghese – con il quale si raccomanda di collaborare pienamente. Le autorità competenti hanno inoltre effettuato un crescente numero di operazioni volte all’individuazione ed allo smantellamento di cellule terroristiche dedite anche al traffico d’armi, eseguendo numerosi arresti.

Scontri in Armenia, servizio di Euronews – VIDEO

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